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Gsl, Prc: “Sosteniamo l’azione dei sindacati in questa difficile trattativa e la lotta dei lavoratori”

La provocazione: "Non sarà che una struttura pubblica fa troppa concorrenza a rinomate strutture private e quindi inizia a dare fastidio?"

Albenga. “La notizia della mancata proroga all’ospedale di Albenga non è delle più inaspettate. Scaduto il bando per la gestione del reparto di ortopedia della struttura sanitaria ingauna, gestita attualmente da Gruppo Sanitario Ligure, la giunta regionale, nella persona dell’assessore Sonia Viale, ha ben pensato di dare il via ad una nuova assegnazione che viaggia su ‘linee guida’ che vanno nella direzione sempre più accentuata della privatizzazione della struttura”. Così Fabrizio Ferraro, Segretario provinciale Rifondazione Comunista, Alberto Sguerso, Responsabile provinciale politiche sociali PRC e Marco Sferini, Segreteria provinciale PRC iniziano la loro riflessione “sull’affaire Gsl”.

“Il rischio di chiusura del reparto è quanto meno all’orizzonte, visto che tra mantenimento pubblico e amministrazione privata intercorre non solo una tempistica di mesi, ma anche una riorganizzazione che prevederà certamente tagli di costi per favorire l’appettibilità del concorso al bando. Rischiano di rimanere a casa più di 50 lavoratori e la sanità ligure, soprattutto quella savonese, rischia di perdere una vera e propria eccellenza nel trattamento ortopedico, tanto che – per parola degli stessi chirurghi che hanno sottoscritto una lettera – appello nei giorni scorsi – l’ospedale di Albenga non ha nulla da invidiare a quelli piemontesi e lombardi” proseguono i tre esponenti di Rifondazione Comunista.

“La dimostrazione è la presenza di pazienti sempre più ‘extraregionali’ che vengono a farsi curare nel ponente savonese proprio per la qualità dei servizi offerti. Il dubbio, quindi, viene: non sarà che una struttura pubblica fa troppa concorrenza a rinomate strutture private e quindi inizia a dare fastidio? La strada della privatizzazione potrebbe scoraggiare molti ad oltrepassare l’Appennino e a rimanere nelle regioni di appartenenza per curarsi. A pensar male, osservava qualcuno, si fa peccato ma spesso ci s’indovina. Rifondazione Comunista sostiene l’azione dei sindacati in questa difficile trattativa e sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori tutti che sono impegnati nel difendere sia il posto di lavoro che un presidio ospedaliero che è, oggi, una punta avanzata del mondo sanitario regionale” concludono Ferraro, Sguerso e Sferini.

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