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Albenga, in biblioteca un incontro sulla chiusura degli ospedali psichiatrici

L'iniziativa è stata ideata dall'associazione di promozione sociale “A Cielo Aperto” di Finale e organizzata insieme alla biblioteca

Albenga. Venerdì alle 17 nella biblioteca comunale di Albenga si terrà un incontro sul tema della chiusura degli ospedali psichiatrici e delle ricadute che questo ha avuto sul territorio savonese.

L’iniziativa è stata ideata dalla psicologa Cinzia Aicardi, coordinatrice dell’associazione di promozione sociale “A Cielo Aperto” di Finale Ligure, e organizzata insieme alla biblioteca comunale di Albenga. Durante il pomeriggio saranno approfonditi alcuni interventi inseriti nella storica rivista italiana di medicina sociale: “L’Arco di Giano” (85/2015) che ha dedicato alla riorganizzazione del sistema psichiatrico-giudiziario italiano la pubblicazione di un numero monografico.

Gli interrogativi e i dubbi da cui partono gli autori che saranno presenti all’iniziativa insieme al sindaco di Albenga, Giorgio Cangiano, e al direttore delle strutture complesse psichiatriche della Asl2 “Ponente”, Caterina Vecchiato, si focalizzeranno sugli elementi di affinità e sulle principali differenze che hanno accompagnato la chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia nel 1978 e quella degli ospedali psichiatrici giudiziari nel 2015.

Lo psichiatra Paolo F. Peloso (Asl 3 “Genovese”), si soffermerà sugli elementi che, tra i primi, considerano il fatto che in entrambi i casi si tratta della chiusura dei manicomi e di interventi sperimentali, di azioni operative effettuate in condizioni spesso frettolose e che entrambi sono stati segnati da alleanze “bizzarre” caratterizzate da conflitti tra istituzioni centrali e periferiche le quali ne hanno reso più complessa l’attuazione.

Un altro tema sul quale spesso si avanzano conclusioni affrettate è quello affrontato dal criminologo, Stefano Padovano (università di Genova), che riprende il binomio spesso sovrapposto tra crimine e disturbo mentale, mai dimostrato attraverso dati empirici altamente rilevanti. L’autore, a partire da una generale ricognizione della delittuosità, dimostrerà che il binomio criminalità-disturbi mentali risponde ad un’associazione di significati fuorviante e potenzialmente pericolosa sul piano delle politiche di sicurezza urbana, anche – se non soprattutto – in realtà abitative di medio-piccole dimensioni.

L’iniziativa promossa dall’associazione “A Cielo Aperto”, da circa quindici anni impegnata in attività di auto-mutuo aiuto nel campo delle sofferenze indotte dalle patologie psichiatriche, e di recente impegnata anche nella presa in carico del disagio sociale condiviso coi servizi sociali delle amministrazioni comunali savonesi, riafferma la gestione e il trattamento delle patologie psichiatriche attraverso le pratiche di socializzazione inscritte nelle attività del centro sociale di Finalborgo, nelle borse lavoro condotte in alcuni settori comunali del finalese e nella gestione degli inserimenti abitativi collegialmente alle richieste della azienda sanitaria pubblica locale.

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