Conti nel caos?

Savona, dopo il bilancio scoppia il “caso derivati”

Il sindaco Berruti: "Sui derivati nessuna punizione, solo controlli e consigli"

palazzo sisto

Savona. Non bastavano le polemiche sul bilancio, sul park di piazza del Popolo, ieri a Palazzo Sisto è scoppiata una nuova bomba: quella dei derivati. In particolare la Corte dei Conti avrebbe messo nel mirino i contratti del Comune con Deutsce Bank, swap sottoscritti a partire dal 2004 per ristrutturare il debito che avrebbero provocato perdite.

Le operazioni sospette sono state analizzate in 36 pagine dalla Corte dei Conti della Liguria che critica l’amministrazione (l’analisi riguarda i sindaci di centrosinistra Carlo Ruggeri e Federico Berruti) “rea” di aver stipulato un contratto che ha “cagionato solo perdite” alla città.

Il bastone e la carota. Conti che non tornano e consigli per mettere a posto le cose. Rinegoziare derivati per evitare danni alle casse del Comune. Lo scrive la Corte dei Conti e il sindaco uscente Federico Berruti non si nasconde dietro all’evidenza. “Di danni erariali da 3 milioni di euro, al momento, è bene precisare che non ce ne sono stati – dice al cronista di Ivg – Si legge ben altro nel documento: si parla semmai di 400 mila euro che derivano da un’operazione finanziaria che l’amministrazione ha fatto in passato. Ci hanno chiesto chiarimenti e questi dovranno essere forniti”. Pena appunto la bastonata. “Sì – ammette il sindaco di Savona – ci siamo accordati con una banca per stipulare derivati e quindi abbiamo contratto dei mutui. Lo fanno anche altre amministrazioni, non siamo gli unici. Ma da lì a dire che abbiamo sbagliato tutti i conti è improprio”.

Il bastone sta nel fatto che ci sono 60 giorni di tempo per correre ai ripari e quindi spetterà all’amministrazione che entrerà a Palazzo il compito di rimettere in ordine conti e faccende ed evitare guai seri. La carota sono i consigli dettati dalla stessa Corte dei Conti che ha spulciato, pagina per pagina, il bilancio di Palazzo Sisto, relativo al 2013 per poi spiegare come fare per evitare pasticci.

Due le criticità che sono emerse: un disavanzo di 4 milioni e 119 mila euro circa dalle casse del Comune. Soldi che, entro tre anni, l’amministrazione dovrà accantonare utilizzando i mezzi che ha a disposizione, con ricadute sui cittadini: tasse più alte e meno servizi.
Ma viene anche evidenziato che i soldi sono stati utilizzati per sistemare i conti correnti e non i conti in capitale. Anche qui bisogna correre ai ripari.

“La Corte dei Conti ci consiglia di rinegoziare gli interessi perché ritiene che il 4,95 % siano troppi visto che l’accordo con la banca si chiuderà nel 2036 – dice Berruti – Ma non c’è una punizione. Semmai appunto un consiglio. E’ vero – dice il sindaco – ci dovrà pensare chi verrà dopo di noi”. E su quei 400 mila euro. C’e’ qualche torno che non conta? “Nessun danno all’erario – risponde Berruti – C’è solo una segnalazione e nessuna contestazione. E come detto, nulla è perduto. Le cose si possono ancora mettere apposto”.

Vero anche che, nei primi anni in cui sono stati stipulati i contratti con le banche, era il 2004, i derivati avevano determinato un flusso positivo, ossia avevano portato un bel guadagno nelle casse del Comune. Secondo la Corte dei Conti il Comune doveva accantonarli per le situazioni difficili che si sarebbero verificate a causa dell’oscillazione dei derivati. Il Comune invece quei soldi li avrebbe spesi.

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