Pestaggio e rapina ai danni di un coetaneo marocchino: convalidato l'arresto dei due giovani - IVG.it
In tribunale

Pestaggio e rapina ai danni di un coetaneo marocchino: convalidato l’arresto dei due giovani

L'inglese ai domiciliari, l'albanese non risponde e resta in carcere

tribunale Savona aula

Savona. Due amici appena maggiorenni, l’inglese F.C.L.M. e l’albanese M.A., entrambi residenti nel Savonese, erano stati arrestati sabato per aver rapinato un coetaneo marocchino di Albenga di due telefoni smartphone di sua proprietà.

I due, in compagnia di una 16enne marocchina, poi risultata estranea ai fatti, avevano agganciato il ragazzo nordafricano nei vicoli del centro storico di Albenga, in cerca di stupefacente da acquistare.

Entrambi difesi dall’avvocato Alfonso Ferrara sono stati interrogati questa mattina dal gip Filippo Maffeo per la convalida dell’arresto. L’albanese ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere mentre il cittadino di origine inglese ha risposto al giudice dando la sua versione dei fatti.

Quest’ultimo ha spiegato di essere arrivato ad Albenga per acquistare dell’hashish e di essersi rivolto ad un gruppo di nordafricani. Dopo aver pagato per la dose, alcuni marocchini si sono allontanati per prender la droga e uno di loro è rimasto insieme all’albanese e all’amico. A quel punto sarebbe scoppiata una discussione poi degenerata a calci e pugni. Nella colluttazione il marocchino avrebbe perso i cellulari prima di scappare. I due ragazzi li avrebbero raccolto per poi allontanarsi. Il giovane inglese, pertanto, ha negato di aver rapinato il marocchino.

Il gip ha convalidato gli arresti: l’inglese va ai domiciliari mentre l’albanese resta in carcere.

Una settimana fa i due ragazzi erano stati fermati dai carabinieri di Savona perché resisi protagonisti del furto di una bici in via Paleocapa. I due erano riusciti a rubare la bici, del valore di circa 500 euro, ma erano stati fermati dall’arrivo della pattuglia. L’albanese era stato bloccato e tratto in arresto e processato per direttissima presso il tribunale di Savona: dopo aver patteggiato quattro mesi e 120 euro di multa era tornato in libertà con l’obbligo di presentazione quotidiano in caserma. Il suo complice britannico, identificato in seguito, era stato denunciato in stato di libertà con il divieto di ritorno a Savona.

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