Non siamo fuorilegge

Trasporto sanitario, Anpas: “Non confondiamo burocrazia e servizio ai cittadini”

Il presidente Risso: "La Regione ha gestito questo delicato processo con inerzia"

ambulanza al pronto soccorso

Liguria. “La Regione ha gestito questo delicato processo con inerzia. E’ da luglio dell’anno scorso che chiediamo con insistenza all’assessore alla sanità Sonia Viale un confronto sul futuro assetto del sistema di soccorso e trasporto sanitario territoriale, senza ricevere alcuna risposta in merito. Non è con queste modalità che si costruisce correttamente la partecipazione del volontariato organizzato al servizio sanitario regionale né se ne valorizza l’insostituibile apporto per la tutela del diritto alla salute dei cittadini.”

Con queste parole il presidente di Anpas Liguria Lorenzo Risso attacca l’esecutivo del governatore Giovanni Toti a proposito dell’adeguamento delle pubbliche assistenze ai requisiti richiesti dalla Regione e previsti dalla delibera di giunta regionale numero 1385 del 2014.

Il documento stabilisce i requisiti, strutturali e tecnologici che ogni associazione deve possedere per potere effettuare il soccorso in caso di emergenza. Questi requisiti riguardano, tra gli altri, la conformazione delle sedi, le dotazioni delle ambulanze e delle auto che ogni associazione a turno mette a disposizione del 118 come automedica e una ben precisa organizzazione interna.

Per accertare che tutte le pubbliche assistenze iscritte nell’elenco regionale fossero in possesso di tali requisiti, ad aprile del 2014 la Regione ha istituito anche una commissione di vigilanza che verificasse il possesso e il mantenimento dei requisiti necessari. A seguito di numerosi accertamenti effettuati per tutto lo scorso anno, la commissione ha stabilito che soltanto una parte delle pubbliche assistenze e delle associazioni di volontariato presenti sul territorio savonese sono in possesso di tali requisiti e hanno presentato una documentazione “completa e conforme alla delibera 1385 del 2014”.

Tutte queste associazioni possono continuare senza problemi a svolgere il loro lavoro di soccorso e assistenza sanitaria in caso di emergenza. Le altre associazioni, quelle “bocciate” non inserite nell’elenco di quelle in regola con le prescrizioni, hanno tempo fino al primo giugno per adeguarsi alle richieste di Asl e Regione, che a partire poi da luglio andranno a verificare che tutto sia in regola. Le associazioni che non vorranno o potranno adeguarsi a queste prescrizioni non potranno più effettuare i trasporti di emergenza dei pazienti. Tradotto in parole povere, le loro ambulanze non potranno più intervenire in soccorso di un paziente.

Anpas ci tiene a precisare che, nonostante la bocciatura, “non c’è allarme per la salute delle persone. I mezzi, le attrezzature e la qualificazione del personale non sono in discussione. I servizi di trasporto e soccorso sanitario proseguono secondo corrette modalità e nel rispetto dei protocolli operativi. Le attrezzature e gli apparati elettromedicali sono sottoposti ai dovuti controlli periodici mediante contratti che Anpas Liguria stessa ha sottoscritto con aziende autorizzate e con gli stessi produttori”.

“Le problematiche che hanno causato un rinvio all’inserimento di alcune pubbliche assistenze nell’elenco dei soggetti autorizzati dalla Regione Liguria sono prevalentemente legate a questioni strutturali delle sedi. Molte sedi sono di proprietà pubblica, mancano o non sono disponibili documenti (per esempio certificati di abitabilità o agibilità) oppure è necessario provvedere l’adeguamento di alcuni spazi o impianti, non sempre di immediata realizzazione (per esempio sufficienti spazi adibiti a spogliatoio, la presenza di una ventola di aerazione, ecc.)”.

interno ambulanza

Insomma, i responsabili delle pubbliche assistenze ribadiscono che “non siamo fuorilegge (termine impropriamente utilizzato) ma stiamo completando con fatica e con risorse economiche reperite esclusivamente dalle associazioni, un percorso di adeguamento alle recenti normative emanate nel 2014. Un iter articolato durato oltre un anno durante il quale le aziende sanitarie molto spesso non hanno dato puntuale informazione degli adempimenti che le associazioni dovevano porre in essere per risultare in regola”.

“Nonostante queste carenze, i volontari delle pubbliche assistenze Anpa proseguono il loro quotidiano ed essenziale impegno a sostegno dei cittadini e sono inoltre impegnati nella risoluzione (entro il primo giugno 2016) dei problemi che hanno determinato questa situazione”.

L’esito dei controlli è stato ratificato da una delibera regionale prodotta il 18 marzo scorso. Nonostante l’importanza della questione, ancora una settimana dopo nessuna pubblica assistenza ligure era stata informata dei risultati dell’indagine. A renderli noti, almeno in parte, è stato IVG.it, entrato in possesso del documento e dell’elenco dei “promossi e bocciati”.

I “bocciati”, tra l’altro, non hanno ancora ricevuto alcuna indicazione in merito alle ragioni per cui la commissione di controllo regionale ha emesso un parere negativo.

Ci aspettiamo maggior collaborazione delle competenti aziende sanitarie che, a distanza di 15 giorni dall’assunzione della delibera, non hanno ancora comunicato alle associazioni le motivazioni che hanno determinato la temporanea esclusione dall’elenco pubblicato”.

leggi anche
Croce Rossa Loano
Il caso
Burocrazia e sedi “inagibili”, ecco le pubbliche assistenze non in regola: giallo sui verbali Asl
ambulanza
Buoni/cattivi
Trasporto sanitario, le pubbliche assistenze sotto la lente di ingrandimento: promossi e bocciati
ambulanza
Patente
Regione, entro il primo giugno le richieste di autorizzazione per il trasporto sanitario di emergenza e urgenza

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.