Spotorno, polemica sul Puc. Fiorini: "Con Riccobene 10 anni di opere incompiute" - IVG.it
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Spotorno, polemica sul Puc. Fiorini: “Con Riccobene 10 anni di opere incompiute” video

Mattia Fiorini

Spotorno. Dopo le parole del commissario prefettizio e le affermazioni del candidato sindaco della lista “Adesso Spotorno” Francesco Riccobene, ecco la risposta del candidato sindaco di “Progetto Spotorno” Mattia Fiorini, tirato in ballo nella polemica sulla variante al Puc.

“Il progetto della zona di trasformazione DT2 (Maremma), di cui si è discusso con il commissario straordinario nella riunione con i 4 candidati sindaci, ha sempre previsto e tuttora prevede l’edificazione di circa 15.000 metri cubi. Tale volumetria fu proposta nel 2003 all’amministrazione Zunino e definitivamente approvata nel 2005 dall’amministrazione Marengo ed infine inserita nel nuovo Puc nel 2015 dall’amministrazione Calvi” spiega Fiorini.

“La prima versione del progetto (2003-2009) prevedeva la costruzione di un grande albergo; il privato promotore del progetto, causa la crisi economica, propose la possibilità di destinare metà della volumetria ad edilizia residenziale, con distribuzione dei volumi. Tale richiesta fu accolta ed inserita nel Puc. Non sono mai stati contestati da parte delle amministrazioni susseguitesi, in oltre 10 anni, i quasi 15.000 metri cubi di costruzione previsti dal progetto”.

“In particolare l’amministrazione Marengo di cui Calvi era vicesindaco e Riccobene era assessore all’urbanistica, approvarono nel giugno 2005 il piano particolareggiato che quella volumetria prevedeva, rendendo i 15.000 metri cubi un diritto del proponente. Successivamente la Giunta Calvi, che vedeva sempre protagonisti la coppia Calvi e Riccobene (a parti invertite ma sempre interessati ai temi urbanistici), introdusse e votò l’ultima versione del progetto nel nuovo Piano Urbanistico Comunale, previo inserimento con delibera di giunta n.119 del 2014 in cui erano presenti Calvi, Riccobene e Giudice prevedendo sempre una parte a destinazione ricettiva ed una parte a destinazione residenziale”.

“Quello che è e sarà in discussione in futuro sarà la destinazione d’uso di quelle costruzioni (nel rispetto delle normative regionali) e le opere pubbliche ad esso collegate, ma soprattutto gli oneri derivanti, il cui importo totale varierà in base alla destinazione d’uso definitiva. Attualmente la normativa regionale prevede solamente la possibilità di destinazione d’uso di tipo produttivo (albergo o residenza turistico alberghiera) ed è proprio su questo che verte la proposta presentata dalla società interessata, di cui si è parlato nella riunione convocata dal commissario straordinario, dopo che la commissione edilizia comunale ha sancito la compatibilità normativa dell’ultimo progetto” aggiunge ancora il candidato sindaco spotornese.

“La coppia Riccobene – Calvi che oggi vuole far credere che l’intervento si sia materializzato dal nulla e si erge a difesa della democrazia e dell’ambiente dalla cementificazione, fino a qualche mese ha condiviso e reso possibile l’edificazione di quel volume, rendendolo un diritto acquisito con l’approvazione del piano particolareggiato nel 2005, e confermandolo nel 2014 con l’inserimento nel Puc. Il nostro territorio è economicamente e visivamente violentato dai cantieri di opere incompiute nate sotto l’amministrazione Zunino (talassoterapia) ma soprattutto sotto la gestione dell’ambientalista-urbanista Riccobene, che ha donato alla popolazione spotornese un municipio al grezzo, le inesistenti scuole elementari presso il Monticello e l’infinito cantiere di via Laiolo”.

“Una cosa l’abbiamo capita: Riccobene vuole continuare ad essere il solitario decisore unico su tutti i temi legati al futuro economico del nostro paese, arrivando pure a contraddire le proprie idee ed i propri voti in Consiglio e Giunta degli ultimi 10 anni, voltando le spalle ai pochi investitori ancora interessati ad un territorio che grazie alle sue scelte è sempre meno appetibile, perché i cantieri nati sotto i suoi assessorati sono partiti, nessuno si è ancora concluso ma tutti deturpano il paese”.

“Se il commissario straordinario avesse deciso di procedere con l’iter, la futura amministrazione avrebbe comunque avuto la possibilità di adattare l’intervento alle esigenze della cittadinanza e soprattutto dei residenti nella zona. In particolare si sarebbero potute stabilire le opere pubbliche da realizzarsi a carico del privato collegate al progetto (come la messa in sicurezza del rio ed altre che saranno ritenute opportune dalla futura amministrazione) e si sarebbe sottoposto nuovamente il progetto alle osservazioni dei cittadini”.

“Il tutto fatte salve le volumetrie in gioco, approvate in variante nel lontano 2005 e sempre riconfermate. In coerenza con tutti gli atti precedentemente compiuti, ed alle propositive riunioni con i cittadini della Maremma, ho invitato più volte il sindaco a dare risposta in tempi congrui a chi ancora, dopo tanti anni, voleva investire a Spotorno per creare una struttura alberghiero-residenziale, costruendo anche opere pubbliche per migliorare l’immagine e la vivibilità dell’ingresso di levante del paese” conclude Fiorini.

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