Referendum trivelle, l'appello per il "Si": "In ballo il nostro futuro energetico" - IVG.it
Appello al voto

Referendum trivelle, l’appello per il “Si”: “In ballo il nostro futuro energetico”

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Liguria. I consiglieri Andrea Costa (Gruppo misto Ncd- Area Popolare), Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini), Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An), Alice Salvatore (Mov5Stelle) e Angelo Vaccarezza (Forza Italia), insieme ad alcune personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, fra cui Dario Vergassola, e consiglieri comunali e amministratori della Liguria, hanno sottoscritto un appello rivolto agli elettori liguri per invitarli a partecipare alla consultazione di domenica prossima e a votare a favore del quesito referendario.

L’iniziativa è stata promossa da Gianni Pastorino (Rete a sinistra) e Gabriele Pisani (Mov5Stelle), i due consiglieri delegati per la Regione Liguria al coordinamento nazionale di cui fanno parte anche le altre 8 Regioni che hanno promosso la consultazione referendaria.

In seguito ad alcuni interventi del Governo, che nei mesi successivi ha accolto una parte delle istanze referendarie, l’unico quesito su cui gli elettori sono chiamati a esprimersi domenica prossima riguarda la durata delle concessioni per l’estrazione di gas e petrolio entro le 12 miglia dalla costa. Attualmente le autorizzazioni sono concesse fino all’esaurimento del giacimento mentre il referendum chiede che lo sfruttamento si concluda al termine della concessione.

“Votare sì in questa consultazione – dichiara Gianni Pastorino – ha un duplice scopo: prima di tutto tutelare il mare, perché le trivellazioni dei fondali inquinano, e in modo grave, il nostro mare, in secondo luogo il successo del referendum rafforzerà un nuovo indirizzo nella politica energetica, che abbandoni lo sfruttamento dei combustibili fossili per orientarsi decisamente verso lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, che garantiscono una maggiore tutela ambientale e aprono a importanti prospettive occupazionali”.

Gabriele Pisani aggiunge: “Il 17 aprile si decide il futuro energetico del Paese. Dobbiamo scegliere se continuare sulla strada delle risorse rinnovabili, della tutela della salute e dell’ambiente, della difesa dell’unico settore che potrebbe dare posti di lavoro anche in futuro, oppure fare un passo indietro di almeno 50 anni continuando a puntare sulle energie fossili. La strada è chiara e già intrapresa. Non abbandoniamola seguendo interessi personali di pochi, ma continuiamola con sempre maggior convinzione”.

“Attualmente, grazie alla modifica della Legge di Stabilità – spiega Angelo Vaccarezza – le concessioni durano fino all’esaurimento delle risorse; sarebbe come se che i gestori degli stabilimenti balneari mantenessero la concessione demaniale fino a quando ci sono il mare e il sole. Invece, in Italia, gli stabilimenti balneari devono rispettare la direttiva Bolkestein mentre le multinazionali no”.

Anche Stefania Pucciarelli invita a votare favorevolmente: “Credo che sia giusto – spiega – per difendere il nostro mare da uno sfruttamento che, rispetto ai danni ambientali che produce, non ha nemmeno un importante ritorno economico per le casse dello Stato, perché buona parte dei ricavi restano alle compagnie che estraggono il combustibile”.

Il 29 settembre scorso il Consiglio regionale aveva approvato a maggioranza (astenuti i consiglieri del Pd) due proposte di deliberazione presentate da Gianni Pastorino e Angelo Vaccarezza che chiedevano il referendum abrogativo di alcuni articoli di una serie di leggi nazionali.

Anche il Pcl si schiera a favore del Si. La nostra posizione è nettamente contraria alle conseguenze dei decreti Sblocca Italia del Governo Renzi e vuole essere un momento di lotta non solo ambientalista ma anche contro gli interessi disastrosi di Confindustria delle multinazionali dell’energia” afferma il Pcl savonese.

“È in atto apertamente il tentativo da parte del governo di far fallire il referendum dando l’ indicazione di astensione. E’ presente ancora il ricordo della vittoria del referendum nel 2011 a favore della difesa dell’ acqua pubblica. Il vero scoglio è il raggiungimento del quorum. Il 17 aprile siamo tutti chiamati a livello nazionale ad esprimerci. Il quorum necessario a rendere validi i referendum è del 50% più uno degli aventi diritto”.

“Renzi sa benissimo come in precedenza per altri referendum su questioni che coinvolgono diritti dei cittadini su questioni ambientali come quello per la privatizzazione dell’acqua o quello contro il nucleare ad uso civile, che ha fortissime probabilità di sconfitta, se si raggiungerà il quorum. Con un colpo di mano, quindi, ha imposto la data del referendum ad aprile piuttosto che inserirlo nella data più logica delle elezioni amministrative” conclude il Pcl savonese.

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