Piattaforma Maersk, Amare Vado e Vivere Vado silurano il sindaco e la giunta - IVG.it
L'intervento

Piattaforma Maersk, Amare Vado e Vivere Vado silurano il sindaco e la giunta

piattaforma vado

Vado Ligure. “Dilettanti allo sbaraglio o imbonitori professionisti?”. Se lo chiedono i rappresentanti di Amare Vado che fanno anche ipotesi sul sindaco Monica Giuliano e sulla giunta.

“Non si chiede di essere a favore della piattaforma, ma di essere Amministratori affidabili: responsabili, trasparenti, coerenti – si legge in una nota – E soprattutto onesti, ammettendo che la piattaforma non è più quella voluta da Peluffo, nè da Giacobbe, né dalla stessa Giuliano. È quella che, fin dal lontano 1999, volevano Maersk ed Autorità Portuale: poca spesa e tanti vantaggi per loro, nessuno per Vado”

Secondo Amare Vado “la notizia impone una riflessione sulle responsabilità dei protagonisti. Autorità Portuale e Maersk non sono nostri interlocutori diretti, perché il loro obiettivo è quello di terminare l’opera al più presto e di aumentare il loro potere e peso economico. Nostro primo interlocutore è il sindaco, cui spetta il compito di rappresentare e difendere gli interessi della comunità di Vado, non quelli di altri. E allora …parliamo del sindaco che è un sindaco permaloso? Dichiara di non avere le competenze per giudicare la variante e di aspettare il parere tecnico della VIA perché non vuole ripetere l’errore del caso Tirreno Power, per il quale si trova indagata.
L’argomentazione non è difendibile sul piano logico: in realtà rischia di fare il bis proprio non opponendosi alla variante e quindi non tutelando né i cittadini, né se stessa”.
Si legge ancora: “A nostro parere non serve un tecnico per capire che il fattore circolazione delle acque influisce su un territorio dal punto di vista sanitario, ambientale, economico. Ma se davvero il sindaco avesse fiducia nei pareri tecnici, coerentemente non avrebbe, a suo tempo, ritirato il ricorso sui dragaggi, che era pendente al Consiglio di Stato. Sì, è un Sindaco pericoloso”.

Nella nota si dice anche che “ha rinnegato gli impegni del suo programma elettorale, che prevedeva di ottenere da Autorità Portuale nuovi vantaggi per Vado. Invece sono a rischio anche opere complementari previste nell’Accordo di Programma: il casello, il masterplan e la darsena, la messa in sicurezza del Segno, il trasferimento del Gheia…
Con l’ultima variante è pronta a rinnegare anche le conquiste di Peluffo, che aveva fatto accettare l’opera proprio con l’impalcato, oggi annullato e sostituito da terrapieno per poter risparmiare e finanziare così la diga foranea, necessaria per difendere la piattaforma. Ma non erano già finanziate tutte le opere? Solo oggi i cittadini di Vado scoprono che non è vero. Il Sindaco invece lo sa da almeno tre mesi, ma ha tenuto la notizia ben chiusa nel suo ufficio, anche questo per agevolare gli interessi di Autorità Portuale e di Maersk. Dulcis in fundo: trasforma Palazzo Comunale in uno sportello pubblicitario a disposizione di Autorità Portuale.
La contraddizione è palese: di fatto promuove il progetto sul quale dichiara di astenersi.
Subisce in silenzio le dichiarazioni di Miazza, che declassa a “politici” gli accordi sottoscritti, intendendo che non sono vincolanti; il Sindaco a parole li rivendica, ma se avesse ragione Miazza? Forse i sottoscrittori sapevano di stare somministrando ai vadesi aria fritta invece di garanzie. Sì, è un Sindaco zerbino”

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