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Maremola vincente al tie break, il miracolo di Robutti foto

Insperata e rocambolesca affermazione al quinto set per il team di Robutti, che recupera Tardito: il Maremola prosegue la lotta per la salvezza

Pietra Ligure. C’erano tutti i presupposti per una piccola Caporetto in casa Maremola dopo la sconfitta patita nell’ultimo turno di campionato a fine marzo contro la Villaggio volley, anche a causa dei molti problei fuori controllo per il team di Robutti.

I ragazzi di Mr Robutti erano usciti con le ossa rotta nel morale e con l’infermeria zeppa con gli infortuni di Tiberi e Muscari, volato a Napoli durante le vacanze pasquali dal professor Russolillo per un consulto immediato sul destino del suo crociato anteriore; ad aggravare l’emergenza in casa dei pietresi le indisponibilità per lavoro dei preziosi Tognolo e Alonzo e per trasferta ludica del talentuoso Ribotta.

“Non ho potuto rifiutare la richiesta di aiuto del Mister e ho reindossato per una domenica calzoncini e maglietta perché a questa squadra devo tutta la mia carriera” dichiara il centrale Tardito, tornato in campo a dar manforte agli ex compagni dopo aver annunciato il ritiro a fine febbraio, forte di un’invidiabile palmares ventennale impreziosito da numerosi salti di categoria e da alcune stagioni di valore assoluto a livello regionale.

Per il match con lo Zephyr Spezia, diretto avversario nella lotta per la salvezza, mister Robutti rispolvera anche Ricotta e Tognolo jr, spesso ai margini del progetto in questa stagione, mentre è già in distinta Tommaso Muda, giovane proveniente da quella fucina di talenti rappresentata dalla scuola polacca di volley e che rappresenta l’ultimo colpo di mercato della società, a lungo seguito e infine catturato dalla zampata felina del direttore sportivo Eleonora Sementa.

Il Maremola parte quindi con Tardito e Ravera centri, Miceli e Caiffa di banda, Maggi-Robutti sull’asse opposto palleggio ed il redivivo Martino nel ruolo di libero.

Gli spezzini comincianocon grande entusiasmo nel primo parziale; l’opposto Poli (classe 2001) praticamente ingiocabile per i primi 3 set, ed i centrali ben innescati in primo tempo dal palleggio ospite, non sempre pulitissimo, spezzano l’equilibrio fin dalle prime battute e consentono allo Zephyr di far gara di testa. Per i pietresi poco apporto dal muro e continuità offensiva nel solo Ravera servito praticamente sempre da Robutti non appena la ricezione consenta il gioco in veloce: si chiude così 25-21 per gli ospiti la prima frazione contrassegnata dalla grande atleticità dei ragazzi levantini.

Nella seconda frazione c’è più equilibrio: Miceli comincia a carburare con il mani fuori, suo marchio di fabbrica, Caiffa mostra che l’altezza non è tutto nella fase di attacco del volley e Tardito comincia a sporcare gli attacchi degli avversari; decisivo il break di Ravera al servizio che incanala la frazione verso il 25-19 dei padroni di casa.

Il terzo set è per certi versi drammatico con Robutti, già in apnea nel parziale precedente, in evidente difficoltà di respirazione nel cercare di recuperare la ricezione poco precisa dei suoi compagni; l’alzatore pietrese, sul 10-2 sotto, si gira verso la panchina ma il suo sguardo si perde nel nulla vista la contemporanea assenza dei suoi 4 naturali sostituti al palleggio; rimane pertanto stoicamente in campo  e rivoluziona la squadra inserendo Muda, Ricotta e Tognolo jr nel tentativo di cambiare l’inerzia del match. La squadra inizia a reagire ma il gap accumulato in apertura, anche in fase di battuta, si rivela troppo importante da colmare; termina così il set 25-20 per gli ospiti.

A questo punto il match sembra segnato, vista la notevole differenza di età in campo, in media 15 anni, e la piega presa dalla partita. Ma è qui che succede l’imponderabile: “Kareem Abdul” Ravera, soprannominato per i suoi occhialini tanto cari al pivot statunitense anni ’80, caricato a dovere dal presidente in panchina, decide che è il momento di incominciare un’altra partita e comincia a denotare segni di ispirazione divina nella sua presenza in campo. Lo show che ne scaturisce è un concentrato di azioni vincenti di un giocatore evidentemente tarantolato, primi tempi debordanti e muri demotivanti per gli avversari, conditi da una completa trance agonistica (leggendaria la sua difesa sdraiato a terra dalla panchina che strappa il sorriso anche al direttore di gara Crovella) e da una teatralità amalfitana nell’esultanza che smorza gli ardori spezzini e risulta contagiosa per tutto il team pietrese: Tardito si riscopre allora giovane in difese anti gravitazionali, Miceli comincia a disegnare traiettorie incrociate strette sconosciute agli spezzini, Maggi si sveglia dal torpore e Martino difende con mani e piedi tutto quel che passa dalle sue parti; ad impreziosire il tutto ci pensa un mostruoso Robutti che ritrova il respiro e con esso un insensato filotto di battute consecutive che devastano la ricezione avversaria: il 25-14 finale è la logica conseguenza del cuore Maremola, che vuole a tutti i costi mantenere la categoria regionale.

Il quinto set prosegue con il One man show di Ravera ma è tutta la fase di muro del Maremola in stato di grazia che porta pronti via sul 5-0 il parziale; lo Zephyr prova a risvegliarsi ma il riposato Maggi decide di partecipare anch’esso alla festa e mette giù i palloni decisivi per la vittoria: 15-11 il finale, con il Maremola che vince il primo tie break della stagione ma soprattutto mette un tassello importante per la permanenza in serie D.

“Siamo stati sull’orlo del precipizio ma ci siamo rialzati in tempo” il commento del quasi cinquantenne Martino che prosegue “Kareem ci ha sicuramente guidati alla riscossa, ma voglio ricordare anche il gladiatore Tardito, di leva con me, che ha lottato come un ragazzino, e Mr Robutti, che ha sacrificato la sua salute, come fa da vent’anni a questa parte, per il Maremola Team!”.

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