Emergenza petrolio: una chiazza lunga 3 miglia al largo del savonese - IVG.it
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Emergenza petrolio: una chiazza lunga 3 miglia al largo del savonese fotogallery

Ora si spera che la pioggia possa aiutare a spingere al largo le chiazze oleose

Savona. La marea nera è arrivata anche nel Savonese. Non solo più avvistamenti temporanei, ma qualcosa di concreto e di preoccupante.  Dalla Valpolcevera la chiazza di petrolio, “sfuggita” dalle condotte della raffineria Iplom di Busalla, è stata spinta dalla corrente fino alle coste del Savonese.

L’emergenza dell’onda nera sta creando parecchia apprensione tra i gestori di imprese balneari. “La situazione va costantemente monitorata – afferma Enrico Schiappapietra, presidente regionale del Sib, il Sindacato Italiano Balneari – Su Genova è decisamente più grave rispetto al Savonese, ma occorre prestare molta attenzione. Il disastro c’è stato e faremo le opportune valutazioni. Se sarà il caso ci costituiremo anche parte civile. E’ solo una ipotesi che deve essere ancora esaminata in maniera approfondita. Ma con la stagione balneare alle porte è innegabile che siamo tutti molti preoccupati”. La chiazza ha oltrepassato il promontorio di Bergeggi e Noli quindi si è avvicinata a Loano, ma, come anticipato da Ivg.it, ieri sera era stata avvistata davanti a Varazze, poi si è allungata verso ponente.

E oggi pomeriggio, come detto, aveva raggiunto le coste di Loano e Albenga. A monitorare la situazione c’è la Capitaneria di Porto di Savona pronta ad intervenire con uomini e mezzi e anche a richiedere l’intervento dei battelli antinquinamento qualora la situazione dovesse precipitare. Anche diversi diportisti hanno notato l’onda nera. Segnalata dunque la presenza di una striscia di iridescenza di idrocarburo, a volte più consistente, a circa 4 miglia al largo di Loano, estesa per circa 3 miglia e larga circa 200 metri.

E’ stata avvisata la Iplom, mentre a ponente del canale di calma sarà posizionata un’ulteriore barriera protettiva. nei punti in cui gli specchi acquei portuali comunicano con il mare aperto. Si tratterà sempre di panne galleggianti ma presidiate da mezzo nautico, in modo da consentire l’eventuale transito di unità.

Intanto prosegue anche l’attività investigativa che si basa su tre diversi profili. Il primo riguarda l’aspetto geologico e cioè accertare se la frana sopra la conduttura sia stata la causa della rottura del tubo o se sia stata causata dall’esplosione; gli inquirenti dovranno poi valutare lo stato della conduttura, ovvero stabilire come mai si sia rotta e, infine, una analisi complessiva dell’impianto.

Si riunirà di nuovo domani, sabato 23 aprile, alle ore 12, il tavolo di emergenza sullo sversamento di greggio a seguito della rottura del tubo della raffineria Iplom di Busalla per rifare il punto sulla situazione. Lo ha comunicato quest’oggi il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti e l’assessore regionale all’Ambiente, Giacomo Giampedrone, al termine della riunione della Giunta regionale in trasferta a Savona.

L’obiettivo della riunione di domani è rifare il punto sulla situazione per cercare di capire come nel frattempo sarà trascorsa la nottata, a seguito anche dell’allerta gialla emessa dal servizio di Protezione civile della Regione Liguria. Nel corso della riunione odierna in Prefettura, l’azienda incaricata delle bonifiche ha detto che il cronoprogramma è stato rispettato, con il raccoglimento, entro questa sera, del 90% del materiale fuoriuscito. E a questo proposito il governatore Toti si è detto “soddisfatto per il lavoro di coordinamento che il tavolo di regia costituitosi in Prefettura su impulso della Regione ha svolto”.

“C’è stata una grande sinergia tra tutti gli Enti – ha ribadito Toti – e gli obiettivi sono in via di raggiungimento anche se vivremo 24 ore piuttosto difficili, a causa del maltempo previsto. A questo proposito ci sarà la massima allerta della Protezione civile regionale, per poter intervenire. Si stanno comunque rinforzando barriere e terrapieni e anche i battelli, preposti alla pulizia del mare, stanno lavorando a pieno ritmo”.

“Dopo le prescrizioni del tavolo di emergenza bisogna dire che l’azienda ha attivato tutte le precauzioni che le sono state imposte – ha aggiunto l’assessore all’ambiente, Giampedrone – intervenendo in modo specifico. Siamo pronti per affrontare un’emergenza nell’emergenza data dal maltempo delle prossime ore, che può provocare danni aggiuntivi con l’arrivo in mare di maggiori quantità di petrolio. In questo momento la preoccupazione è quella di recuperare la maggiore quantità possibile di materiale dal Polcevera e dai suoi affluenti, per evitare che vada in mare nelle ore notturne, a seguito delle piogge”.

“Ovviamente – ha concluso Giampedrone – superata l’emergenza, dovremo predisporre un piano di bonifica a carico dell’azienda, perché è importante che tutta l’area venga ripristinata, come era prima dell’incidente”.

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