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E’ ancora bagarre sul Santa Corona, Melgrati attacca il Pd: “Giù le mani dal DEA di II livello”

Pietra L. “Dalle notizie minacciose che si leggono sui media parrebbe che i lettori debbano iniziare a preoccuparsi della sorte dei loro ospedali”. Così commenta le esternazioni della deputata savonese Anna Giacobbe il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: “Infatti, da un articolo che non è dato sapere se sia scaturito dal politburo del PD savonese – ed in questo caso l’assist offerto non ci parrebbe neppure tanto insolito- o dalla penna di qualche giornalista a corto di informazioni dirette dalla Regione, parrebbe che il DEA di secondo livello di Pietra Ligure non abbia ragione di esistere per insufficienza dei numeri di popolazione a cui serve e che l’esistenza di determinati reparti negli ospedali sia matematicamente determinata esclusivamente dal numero di prestazioni eseguite”.

“La lettura superficiale del decreto degli standard ospedalieri può portare anche a questo: a prendere delle cantonate, siano esse frutto della smania di controllo e centralizzazione ospedaliera del PD savonese o maldestre elucubrazioni dei loro amici, spaventando la gente. Tale materia, peraltro da me affrontata in passato in svariate occasioni e quindi confluita nella mozione approva in Consiglio Regionale all’unanimità il 27 gennaio dello scorso anno, a tutela del DEA di 2° livello e dell’assetto ospedaliero della provincia di Savona, della distribuzione degli ospedali sul territorio e della loro classificazione è regolamentata dal decreto 70 del 2/4/2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”.

“Come noto la programmazione sanitaria regionale dovrà tener conto del decreto recependone le linee guida, tra l’altro per l’omogeneizzazione dei posti letto nelle strutture Ospedaliere secondo il parametro di 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti (valore vergognosamente basso considerando che Francia e Germania hanno tale parametro fissato oltre il doppio del nostro, il quale è pari a quello di paesi sottosviluppati). A tale proposito, come ho già avuto modo di richiedere in passato e di inserire nella mia mozione, occorrerà procedere ad una verifica sulla bontà dei calcoli dei posti letto tagliati nel 2012 quando, pur in assenza della normativa di riferimento (il citato decreto) e della relativa formula per operare il calcolo si procedette ai tagli nei quattro nosocomi savonesi” spiega ancora Melgrati.

“La prima incongruenza che ho letto nell’articolo riguarda il bacino di utenza di un DEA di 2 livello che, come espressamente citato nel decreto deve essere compreso tra 600.000 ed 1.200.000. In realtà il DEA di Pietra Ligure NON serve un bacino di utenza della sola provincia di Savona come l’articolo lascia intende bensì un area ben più estesa che comprende anche la provincia di Imperia . Quindi, in tal caso la sommatoria della popolazione residente arriverebbe a oltre 500.000 persone alle quali vanno aggiunti i flussi turistici medi con i quali il valore del bacino di utenza rientra largamente entro i parametri richiesti dalla normativa. Si perché forse nella fretta di decretare la chiusura del DEA pietrese si è dimenticato che la normativa non parla di popolazione residente bensì di bacino di utenza e quindi comprensiva dei massicci flussi turistici (specialmente dell’estremo ponente savonese) medi”.

“Quindi le ragioni per le quali non si possono placare le smanie della deputata piddina Anna Giacobbe la quale forse vorrebbe riproporre la solita storiella dell’ospedale unico savonese o l’ambito scippo della qualifica di DEA di 2 Livello dei savonesi, che ha visto protagonisti in passato tutti i suoi compagni di partito savonesi, con in testa Livio Di Tullio seguito a ruota da Lorena Rambaudi e compagni. Smanie ormai logore che da sempre interpretano la sofferenza del capoluogo nel quale non risiede il DEA di II livello ma un ospedale da esso dipendente”.

“Se da un lato il numero di accessi a determinati reparti possono rappresentare uno degli elementi di valutazione per la collocazione di un reparto, occorre considerare che tra i requisiti richiesti ad un ospedale DEA secondo la Legge vi è la presenza di determinati reparti e che a sua volta la collocazione di un DEA di questa apicale classificazione è determinata prima che da logiche di partito o di smanie di potere politico, da precisi parametri di equidistanza dall’altro ospedale DEA come il San Martino oltre che dalla posizione baricentrica sul territorio di competenza, in questo caso le due provincie di Savona ed Imperia. Le distanze isocroniche oltre che chilometriche in Liguria, unitamente alla situazione infrastrutturale viaria impongono di non dover sottovalutare tali componenti geografiche nella valutazione di collocazione del DEA il quale, peraltro è già collocato a Pietra Ligure, quindi in posizione ottimale rispetto ai parametri citati”.

“Su queste basi, di certo vi è che il DEA non sarebbe correttamente collocato a Savona come vorrebbero i compagni, in quanto troppo vicina all’altro DEA di San Martino a Genova”.

“Se applicassimo letteralmente il decreto 70/15, volendo essere precisi, come piace tanto fare a chi ha interesse a spolpare di reparti il S Corona, dopo la lettura frettolosa del decreto, se per possedere una determinata specialità un Ospedale deve raggiungere un determinato numero di prestazioni erogate, visto che la classificazione impone per il DEA di 2 livello il possesso di quella specialità , sarebbe necessario sopprimere la divisione di quella specialità nel DEA di 1 livello savonese per lasciarla soltanto in quello Pietrese o addirittura sopprimere quella savonese trasferendola in quello più importante (ripristinando quanto maldestramente fatto in passato). E come diceva il Vostro ex assessore regionale del PD Lorena Rambaudi, se dobbiamo togliere i doppioni, riferendosi a reparti e specialità, non si potranno togliere sicuramente al Dea di II livello di Santa Corona, come invece ha fatto il PD in questi 10 anni di malgoverno della Sanità in Liguria”.

“E poi pensare di cancellare uno dei due reparti di Emodinamica, che sono presidi salvavita, quello di Savona che serve tutta la Valbormida o quello di Santa Corona, che serve tutto il ponente della provincia, come vaticinato dalla deputata Anna Giacobbe, sarebbe pura follia e un crimine contro la popolazione”.

“Che se ne facciano una ragione i signori e le signore del PD, visto che per fortuna non governano più la Regione, conclude il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati” conclude.

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