Tovo, la cittadinanza onoraria a Bergallo diventa un caso politico: "Scelta imposta ad ogni costo" - IVG.it
Voto contrario

Tovo, la cittadinanza onoraria a Bergallo diventa un caso politico: “Scelta imposta ad ogni costo”

I gruppi di minoranza accusano l'amministrazione: "Incapace di proporre ragioni condivise, preferisce imporsi per non accettare opinioni diverse"

Inaugurazione Casa ValMaremola a Tovo San GIacomo

Tovo San Giacomo. “Questa è l’ennesima riprova, se ancora ce ne fosse bisogno, di come all’incapacità di proporre ragioni condivise l’amministrazione preferisca attuare una scelta ‘muscolare’, per non dover accettare un’opinione diversa”. L’attacco arriva congiunto dai gruppi consiliari di minoranza Uniti per Tovo e Progetto Futuro: casus belli è la decisione da parte della maggioranza di Oddo di conferire la cittadinanza onoraria a Giovanni Battista Bergallo.

“Con la discussione del 4 punto all’ordine del giorno l’amministrazione comunale ha voluto completare un cammino in assoluta solitudine – è l’accusa delle minoranze – dimostrando, con l’azione ed i fatti, come non intenda proporre e condividere una iniziativa ma preferisca imporla per non mettere in discussione la propria leadership“.

“I nostri due gruppi, nell’ambito del proprio ruolo – ricordano – si sono sempre dimostrati disponibili a sostenere le scelte dell’amministrazione quando esse si prospettavano come iniziative positive e condivisibili, una fra tutte l’Unione dei Comuni. Il tentativo di voler contrabbandare la voce della minoranza, contraria all’iniziativa, come un’azione politica in contrapposizione alla maggioranza è un misero esempio di pubblica malafede”.

La nostra scelta – spiegano – era dettata dall’interpretazione della volontà dei cittadini interrogati sull’opportunità o meno di conferire la cittadinanza onoraria. La decisione di voler conferire al sig. Bergallo la cittadinanza onoraria ‘ad ogni costo’, con una ‘Legge ad personam’ ha reso vano il tentativo di riconoscere il valore di un’opinione diversa da quella dell’amministrazione. Le azioni che hanno portato alla ‘capitalizzazione’ di questo risultato, da parte della maggioranza, possono essere definite solamente come indegne e prive degli elementi fondanti del nostro ordinamento politico“.

“Questa ultima risoluzione, infatti – concludono – assume l’aspetto di un’imposizione e ciò è l’antitesi della cultura repubblicana”. Da qui il voto contrario di entrambi i gruppi di minoranza.

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