Scuola media a Laigueglia, al comprensivo di Alassio è mistero sul ricorso dei genitori contro la Regione - IVG.it
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Scuola media a Laigueglia, al comprensivo di Alassio è mistero sul ricorso dei genitori contro la Regione fotogallery

Alcuni “Rappresentanti dei Genitori” chiedono contributi per finanziare il ricorso. Ma il comitato dei genitori nega l'azione legale

Lettera Genitori Istituto Comprensivo Alassio

Alassio. La lettera è firmata da loro, ma loro stessi negano di esserne gli autori. Non solo: non hanno alcuna intenzione di intraprendere azioni legali contro la Regione e la sua decisione.

All’istituto comprensivo di Alassio è mistero per la lettera con cui alcuni non meglio precisati né identificati “Rappresentanti dei Genitori” hanno annunciato la loro intenzione di raccogliere fondi per sostenere un ricorso contro la scelta della Regione di istituire a Laigueglia una nuova sezione delle medie.

La vicenda risale ai primi di febbraio, quando l’ufficio scolastico regionale ha recepito gli input arrivati da giunta, consiglio e commissione scuola e ha dato il via libera alla creazione, a Laigueglia, di una classe distaccata della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo di Andora.

A Laigueglia la notizia ha riempito di soddisfazione gli amministratori comunali: “Siamo molto contenti del risultato raggiunto, al termine di un lavoro durato anni – era il commento di Fabio Macheda, consigliere comunale con delega all’istruzione – Laigueglia, come tutti i comuni turistici, è vissuta soprattutto d’estate e soffre di una ‘diaspora’ d’inverno, che porta la comunità a ‘sfaldarsi’ un po’: e uno dei primi passi per ricrearla è proprio quello di avere sul territorio le scuole”.

“Siamo riusciti a riaprire l’asilo nido ormai 7 anni fa – aggiunge Macheda – e fin da subito siamo ripartiti con l’obiettivo di riportare la scuola media sul nostro territorio. Io sono del 1981 e ricordo la chiusura della vecchia scuola media a metà degli anni ’90 (all’epoca una sezione distaccata di Alassio, ndr) e il ruolo sociale che ricopriva: la battaglia per riaprirla è nata soprattutto da questa consapevolezza”.

Ad Alassio, invece, la notizia ha creato qualche preoccupazione: il timore diffuso era quello che l’istituto comprensivo della città del Muretto potesse perdere la propria autonomia a causa del possibile calo di iscritti. Anche per questo motivo, la preside della scuola Sabina Poggio aveva inviato alle famiglie di Laigueglia che hanno un bambino in quinta elementare una lettera con cui presentava il programma formativo dell’istituto. L’obiettivo della “campagna acquisti” extracomunale era invitare mamme e papà a iscrivere i loro figli alla media di Alassio invece che in quella di Laigueglia.

scuola media ceriale

Nonostante i termini per le iscrizioni siano passati (l’ultimo giorno utile era il 23 febbraio) la questione riguardante la piccola diatriba scolastica tra Alassio e Laigueglia non si è placata. Anzi, si è arricchita di un nuovo capitolo.

Nei giorni scorsi, infatti, ai genitori dell’istituto alassino è stata recapitata una lettera (come detto firmata da “I Rappresentanti dei Genitori”) che li invitava a elargire un contributo di 10 euro per sostenere il ricorso presentato da un legale nei confronti della decisione della Regione di aprire una nuova sezione della media. Il rischio, secondo gli estensori della lettera, è quello di perdere le risorse necessarie a mantenere attivo il “tempo pieno”.

Cari Genitori,

sappiamo tutti che di recente la Regione Liguria ha autorizzato l’apertura di una sezione staccata di scuola media a Laigueglia. Noi Rappresentanti dei Genitori ci siamo incontrati in data 9 marzo per capire quali sarebbero state le conseguenze per le famiglie di Alassio.

La Regione ogni 3-4 anni riorganizza le scuole sul territorio regionale, ascoltando le necessità delle scuole stesse, dei Comuni e delle Provincie. Questo in teoria. In realtà da quando è stato costituito l’Istituto Comprensivo di Alassio, dal 2009 al 2015, né il Comune né la scuola sono mai stati ascoltati.

Questo ha comportato una continua riduzione del personale scolastico, in particolare i bidelli che garantiscono l’apertura della scuola dalle 7.30 del mattino fino alle 18.30-19.00 e quindi la possibilità di classi e sezioni a tempo pieno oltre all’indirizzo musicale.

Anche con l’apertura della scuola media di Laigueglia il numero di alunni del Comprensivo è diminuito e con lui il numero di bidelli, assistenti amministrativi e insegnanti.

Come Genitori intendiamo ricorrere contro la Regione Liguria perché pensiamo che in questo sia l’unico modo per ottenere la dovuta attenzione, non solo in questa occasione, ma anche per le future fasi di dimensionamento (la prossima è prevista per il 2016).

La scuola ha già raccolto le carte necessarie e insieme all’Avvocato Giannotta ha valutato la fondatezza del ricorso. Riteniamo che con un contributo di 10 euro a famiglia sia possibile sostenere il costo del ricorso. Purtroppo i temi sono estremamente ristretti, infatti i 60 giorni dalla data dell’atto che si deve impugnare scadranno il 28 marzo.

Questa azione è particolarmente importante per salvaguardare la nostra scuola e i diritti allo studio dei nostri figli. Mantenere il tempo scuola qui ad Alassio significa offrire un servizio importante ai Genitori che lavorano e un’offerta educativa gratuita e di eccellenza.

La lettera, datata il 9 marzo scorso, è circolata rapidamente tra i genitori. I quali (almeno quelli che sono davvero Rappresentanti riconosciuti ed “eletti”) si sono chiesti chi ne fosse l’estensore. E soprattutto se la richiesta in essa formulata avesse davvero senso. Quando poi la missiva ha fatto la sua comparsa su Facebook ed è diventata visibile a tutti i genitori, il caso ha assunto il connotato del giallo vero e proprio. Questo soprattutto perché i rappresentanti dei genitori, come detto, non hanno alcuna intenzione di presentare alcun ricorso.

I membri del comitato genitori ha deciso di specificare pubblicamente la propria posizione con un post apposito: “Il comitato genitori non intraprende azioni legali. Se ci sono genitori disposti a farlo per una causa in cui credono essi sono invitati a costituire un nuovo comitato. Chiediamo scusa per la poca intraprendenza ma ci limitiamo a fare solidarietà e informazione”.

Qualcuno ha aggiunto che “non si raccolgono più soldi e non si può neanche fare un esposto non essendoci nessun reato”, che “questa comunicazione non è stata mandata dal comitato” e ha suggerito ai genitori che “per sapere chi raccoglie i soldi rivolgetevi al rappresentante della vostra classe”.

Un altro genitore si chiede “perché in fondo al foglio hanno scritto ‘I Rappresentanti dei Genitori’ e non un’altra persona che ha chiesto una riunione urgente? Come se fossimo noi rappresentanti e genitori a dover fare ricorso. Ma noi non vogliamo fare proprio nulla, le cose vadano come devono andare”.

Non bastassero queste esplicite dichiarazioni di contrarietà e dissociazione, c’è quanto è emerso nel corso del già citato incontro del 9 marzo: in quella sede, i rappresentati dei genitori hanno manifestato esplicitamente davanti ai membri del consiglio di istituto la loro intenzione di non presentare alcun ricorso in merito alla possibile apertura della nuova sezione staccata. Resta quindi da capire chi abbia firmato la lettera utilizzando impropriamente la dicitura “Rappresentanti dei Genitori”.

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