Savona, bagarre sui rincari della Tari: manca il numero legale e salta il consiglio comunale - IVG.it
Pochi

Savona, bagarre sui rincari della Tari: manca il numero legale e salta il consiglio comunale

L'assessore LIrosi ha attaccato i consiglieri del M5S, che non hanno partecipato al voto facendo saltare l'assemblea

Savona. Manca il numero legale e il consiglio comunale di Savona salta di nuovo. Così come avvenuto in occasione della riunione del 18 febbraio scorso, anche l’assemblea del parlamentino savonese in programma oggi pomeriggio è stata prima sospesa e poi interrotta a causa del mancato raggiungimento del numero di consiglieri utile per rendere valida la seduta.

A spiegare ciò che è successo sono i consiglieri di minoranza del Movimento 5 Stelle: “Dopo aver discusso le sette interpellanze presentate dai gruppi di opposizione, si è passato ad analizzare la prima pratica del giorno, cioè il regolamento della Iuc e le tariffe della Tari. A introdurre le pratiche, che sono strettamente collegate, è stato l’assessore al bilancio Luca Martino, che ha detto in modo molto chiaro che la prima rata della tassa sui rifiuti dovrà essere pagata il 16 aprile e che rispetto all’anno scorso il gettito sarà di un milione di euro in più”.

“Dopo Martino – spiegano ancora i pentastellati – ha parlato il sindaco Federico Berruti, che ha presentato una serie di emendamenti necessari a correggere alcuni errori contenuti nella pratica. Tralasciando il fatto che l’intervento correttivo del primo cittadino evidenzia ancora una volta la scarsissima attenzione con cui gli uffici stilano i documenti, al momento di votare l’applicazione degli emendamenti ci si è resi conto che mancava il numero legale e che quindi il prosieguo dei lavori del consiglio era a rischio”.

Il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale di Savona stabilisce che, in assenza del numero minimo di consiglieri, la riunione venga sospesa per cinque minuti e che in seguito venga effettuato un nuovo conteggio dei presenti. Nel caso manchi ancora il numero legale, la seduta viene interrotta e tutte le pratiche vengono rimandate.

“Questo è ciò che è successo oggi – proseguono i consiglieri del M5S – Il consiglio comunale è saltato per l’assenza di buona parte dei consiglieri di maggioranza. Tra gli assenti c’era anche il vice sindaco Livio Di Tullio, che sarebbe dovuto essere presente in quanto all’ordine del giorno erano contenute pratiche riguardanti i suoi incarichi”.

A contribuire a far saltare il consiglio è stata anche la mancata partecipazione al voto dei pentastellati al momento di votare le tariffe della Tari, che come detto sono più alte rispetto al passato: “Fin dal primo momento abbiamo detto che avremmo osteggiato questa pratica in tutti i modi – confermano i consiglieri – Il sistema di raccolta di Savona non è premiante per chi effettua una corretta differenziata e quindi è ovvio che i costi lievitano. Non potevamo certo fare da stampella alla maggioranza e contribuire a far passare documenti di questo genere”.

Al di là della questione, i consiglieri del Movimento sono assai perplessi: “La maggioranza è molto ampia – fanno notare – Ci sono 22 consiglieri più il sindaco. I consiglieri di opposizione sono soltanto 10, ma nonostante questo il centro-sinistra non riesce a dare un governo alla città, che anzi lascia allo sbando impedendo la discussione di questioni di capitale importanza per l’intero paese”.

Per l’assessore ai lavori pubblici Francesco Lirosi, però, se il consiglio di oggi è saltato la colpa è proprio della minoranza pentastellata: “Quella dei consiglieri a 5 Stelle è un’azione assurda – attacca l’amministratore savonese – Prima hanno dichiarato di voler votare contro la pratica e poi, approfittando dell’assenza di 5 consiglieri di maggioranza non hanno espresso alcun voto, facendo mancare il numero legale e costringendo il presidente del consiglio ad interrompere i lavori, come da regolamento. Con questa iniziativa, hanno semplicemente rinviato la pratica di pochi giorni e fatto spendere ai savonesi parecchie migliaia di euro. Che brutto modo di fare politica”.

Ma Lirosi ne anche per i suoi: “Se almeno i consiglieri di maggioranza presenti avessero tutti votato, la pratica sarebbe passata, ma uno di questi non ha volutamente espresso alcun voto (nemmeno astenuto o contrario) e la sua assenza è stata determinante (mancava proprio un voto)”.

La replica dei consiglieri del Movimento non si è fatta attendere: “E’ impensabile – dicono piccati i pentastellati – che due consiglieri di minoranza debbano votare una pratica che non condividono nei contenti per poter mantenere il numero legale del consiglio. Noi abbiamo scelto di astenerci perché volevamo bloccare la pratica, che fin dall’inizio abbiamo detto di voler osteggiare in tutti i modi. Se il Pd vuole aumentare le tasse ai cittadini allora ci metta la faccia e voti da sé le proprie pratiche”.

E circa i presunti costi per il consiglio saltato, i pentastellati aggiungono: “Questi discorsi non vanno certo fatti a noi, che devolviamo i gettoni di presenza ad associazioni di solidarietà. Anzi, vogliamo ricordare che i consiglieri che oggi sono stati segnati come presenti prenderanno il gettone anche se poi si sono astenuti o il consiglio è saltato”.

leggi anche
  • Deserto
    Savona, in consiglio il regolamento sui referendum: la maggioranza lascia l’aula
  • In commissione
    Savona, aumento Tariffe Tari: il consigliere Pongiglione vota contro
  • J'accuse
    Aumento Tari a Savona, Arecco: “Lo dico da anni, la differenziata di ATA non fa risparmiare”
  • Da confermare
    Aumento Tari a Savona, Pongiglione: “Chiediamo da anni un confronto con l’opposizione”
  • Faccia a faccia
    Savona, gli esercenti si confrontano su slot machines e Tari

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.