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Santa Corona, i consiglieri regionali si schierano. Vaccarezza attacca Burlando e Miceli

Il punto di vista dei consiglieri regionali Angelo Vaccarezza, Luigi De Vincenzi, Andrea Melis e Francesco Bruzzone

Tovo San Giacomo. Non solo Comuni e non solo Unione dei Comuni. La “battaglia” per la tutela del Santa Corona trova terreno fertile anche in Regione.

Tra i partecipanti alla riunione del consiglio dell’Unione dei Comuni della Val Maremola di ieri sera, infatti, c’erano anche i consiglieri regionali Angelo Vaccarezza (Fi), Luigi De Vincenzi (Pd), Andrea Melis (M5S) e il presidente del consiglio regionale Francesco Bruzzone (Lega).

I quattro i delegati regionali si sono trovati d’accordo sulla necessità di difendere il nosocomio pietrese, che rappresenta per tutti un’eccellenza della sanità savonese e non solo.

“Alla buon’ora anche la Valmaremola si rende conto che il Santa Corona da dieci anni è oggetto di un impoverimento quotidiano – sottolinea Vaccarezza – Peccato, però, che quando andò in votazione il piano sanitario che ha permesso tutto questo (e che ha le firme di Claudio Burlando, Claudio Montaldo e Nino Miceli) non tutti i Comuni della Valle votarono contro il piano. Qualcuno votò a favore, qualcuno non venne, qualcuno venne e fece voto d’astensione, che secondo me è la cosa più incomprensibile di tutte”.

“Soltanto cinque Comuni su 69 votarono contro questo piano: Borghetto, Finale, Calizzano, Bardineto e naturalmente Loano di cui ero sindaco. Io e i sindaci di Finale e Borghetto avevamo anche fatto ricorso al Tar contro il piano, vincendo e dimostrando così come la deaziendalizzazione del Santa Corona non abbia portato alcun risparmio di denaro”.

Assemblea sindaci ValMaremola pro Santa Corona

“Oggi ci vediamo di nuovo per dire che siamo preoccupati – prosegue Vaccarezza – E lo siamo eccome: sono dieci anni che vediamo polverizzata la sanità del Santa Corona, sono dieci anni che vediamo distrutto questo ospedale. Oggi il compito dell’amministrazione regionale è rilanciarlo. Il documento che è stato approvato dall’Unione dei Comuni è condivisibile: nessuno vuole ulteriormente impoverire il Santa Corona. Certo è che sarà difficile ricostruire tutto quello che è stato distrutto. Sarebbe stato bello che insieme agli altri consiglieri regionali stasera ci fosse qua anche Nino Miceli [che era presidente della commissione sanitaria regionale che aveva stilato il piano che prevedeva la deaziendalizzazione del Santa Corona, n.d.R.], per vedere cosa hanno prodotto dieci anni di governo di centro-sinistra”.

“Il territorio si stringe intorno al Santa Corona perché è giusto che sia così – aggiunge Luigi De Vincenzi – Non dovrebbe essere soltanto questo territorio ma tutto il territorio savonese. Perché il Santa Corona rappresenta una grandissima eccellenza nel panorama della sanità non solo del ponente ma della Liguria e non solo della Liguria. Quindi è giusto che ci sia questa mobilitazione ed è giusto che si vada avanti”.

“Certamente non condividiamo la linea di Sonia Viale: se si cestina il progetto del nuovo Santa Corona vuol dire che si ha qualche altra idea. Ma se è così bisogna dirlo e dirlo chiaramente. Noi lotteremo perché il Santa Corona continui ad essere quello che è e perché gli venga data una visione molto più ampia, molto più confacente allo status di Dea di 2^ livello, che va non solo mantenuto ma ampliato con le altre specialità di cui da tanto tempo si parla. Quindi credo che questa lotta vada fatta. Bisogna far prendere coscienza all’assessore regionale di cosa sia il Santa Corona e da lì bisogna partire”.

“Ho sentito in un comunicato dell’assessore Viale, liquidare in ‘niente’ e con parole sbrigative il duro e non facile lavoro che ha portato, 8 mesi fa alla sottoscrizione, da parte di Regione, Asl2 e Comune di Pietra, di quel protocollo d’intesa che oggi si bolla come un ‘nulla di fatto’.  Mi stupisce che nessuno si è chiesto come mai nulla si è fatto, in questi 8 mesi, nulla è stato fatto per portare avanti, per rendere operativi i passi delineati nero su bianco su quel protocollo d’intesa. In tanti si sono spesi per porre quel primo, e per chi conosce il funzionamento della macchina amministrativa, imprescindibile passo. Ciò che oggi si dice, oltre a non rendere giustizia ad un lavoro fatto, è profondamente irriguardoso verso quei tanti che ci hanno messo la faccia, le competenze e il cuore”.

“Non accetto che si faccia della spicciola ironia su un percorso fatto, ripeto, duramente e con molta fatica. Si scrive che non ci sono ‘disegni a valenza architettonica’, quando i disegni ci sono, eccome, tanto che sono stati pure in parte non condivisi da noi. Si scrive che non c’è un piano finanziario, quando si é messo nero su bianco la possibilità, reale e condivisa e percorribile, di reperire i fondi necessari alienando parte delle attuali vetuste strutture del Santa Corona, togliendo, di fatto, l’alibi che il nuovo Santa Corona non si potesse (e non si possa fare) perché non ci sono i soldi. Si dice che la Giunta regionale precedente ha volutamente ‘dimenticato’ per anni il Santa Corona, di certo questa giunta ha nascosto in chissà quale cassetto un atto concreto e fondamentale da cui partire per fare ciò che, a parole, oggi tutti sembrano volere e ha buttato via la chiave”.

Assemblea sindaci ValMaremola pro Santa Corona

Per Andrea Melis il discorso è più ampio: “In questo momento bisogna fare presidio sugli attuali presidi ospedalieri – osserva il pentastellato – Sonia Viale ha detto che sopravvivranno, quindi ci aspettiamo che la situazione resti almeno quella attuale. Ciascuno avrà poi le sue specialità e le sue funzionalità, però per noi è fondamentale questo e che tutti abbiano una unica vocazione verso la sanità pubblica. Questo è l’elemento fondamentale per qualunque tipo di riforma o riorganizzazione, che è sacrosanta. Ma deve esserci questo punto fermo su cui non intendiamo mollare di un millimetro”.

Assemblea sindaci ValMaremola pro Santa Corona

Francesco Bruzzone si permette di dare qualche garanzia: “Il Santa Corona rimarrà Dea di 2^ livello – conferma senza mezzi termini – Su questo mi pare che non ci siano dubbi da parte di nessuno. Anche il documento passato al vaglio del consiglio dell’Unione dei Comuni credo sia condivisibile da parte di tutti e sia un ottimo elemento di sostegno per chi in prima istanza ha portato avanti questa istanza, cioè la giunta regionale, e per chi la dovrà portare avanti anche in seconda istanza, cioè il consiglio regionale. Perché non sono né il presidente della Regione né l’assessore alla sanità a portare avanti da soli questo genere di decisioni, ma il consiglio regionale tutto. Mi auguro che su questi temi, cioè l’interesse del bene della sanità, ci sia la maggiore trasversalità possibile e non strumentalizzazioni o giochetti politici”.

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