25 marzo

Processione del Venerdì Santo a Savona: ecco il programma

La processione del Venerdì Santo a Savona è un evento di fede e devozione popolare che si svolge ogni due anni.

Savona. E’ stata presentata questa mattina nella chiesa di santa Lucia a Savona, che ospita la Confraternita dei santi Agostino e Monica (quest’anno di turno di Priorato) la processione del Venerdì Santo in programma per venerdì 25 marzo.

Presenti il vescovo di Savona-Noli Vittorio Lupi, l’assessore alla cultura e agli eventi Elisa Di Padova, il portavoce del sindaco Ferdinando Molteni, il Priore generale Renato Italo de Feo nonché priori e rappresentanti delle confraternite cittadine.

L’incontro è stato introdotto e moderato da Sonia Pedalino, addetta stampa del Priorato generale di Savona-Centro, consorella ed esperta della storia delle confraternite, e da Marco Gervino, direttore Ufficio stampa Diocesi Savona-Noli nonché presentatore della Prova generale dei Mottetti e presidente del Coro Polifonico di Valleggia che coordina il gruppo “Giuseppe Rebella”.

La processione del Venerdì Santo a Savona è un evento di fede e devozione popolare che si svolge ogni due anni. La manifestazione è organizzata dal Priorato generale delle confraternite di Savona centro, ovvero dalle sei confraternite (Nostra Signora di Castello, Cristo Risorto, Santi Pietro e Caterina, Santi Agostino e Monica, SS. Trinità, Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla) già esistenti nel trecento sul promontorio del Priamar e proprietarie delle 15 casse lignee.

Processione del venerdì Santo a Savona

Quest’anno il turno di Priorato Generale spetta alla Confraternita dei santi Agostino e Monica (cappa bianca con nastri verdi) che ha la sua sede nella chiesa di santa Lucia. L’evento è realizzato con la collaborazione di Diocesi di Savona-Noli, Comune di Savona, Fondazione De Mari, Autorità Portuale, Cooperativa Bazzino e col patrocinio di Regione Liguria e Provincia di Savona.

Nella seconda metà del Duecento, a seguito dell’attività predicatrice dei Padri francescani nacquero alcuni gruppi laici che si diedero il nome di Confraternite: a Savona si concentrarono sulla rocca del Priamar, nella cosiddetta “contrada Batutorum” (dei battuti) dedicandosi appunto alla pratica della “disciplina” (la pubblica flagellazione per penitenza) nonché ad opere di assistenza e carità. La pratica religiosa raggiunse presto nel Venerdì Santo il momento più sentito e partecipato. La Passione e Morte di Gesù veniva celebrata per le vie della città antica (allora situata ancora sul promontorio del Priamar) con flagellazioni accompagnate da laudi e con rappresentazioni sceniche desunte dalla Lettura; era una processione “privata” tutta delle Confraternite che la organizzavano come meglio ritenevano opportuno. Potevano effettuarla tutte le confraternite unite assieme, oppure legate in alleanze, in ore e giorni diversi.

In processione si portava il Crocifisso, la reliquia della Santa Croce, si praticava la flagellazione e talvolta gli stessi confratelli rappresentavano drammaticamente la passione del Redentore. A partire dal 1600, dopo il Concilio di Trento, gruppi lignei sostituirono le “sceneggiate”, ritenute dalla Gerarchia ecclesiastica ‘non decorose’ e si cercò di regolare i rapporti tra le varie confraternite e le parrocchie. Anche in questo periodo, tuttavia, non vi era collaborazione diretta fra tutte le confraternite cittadine, ridotte dalla discesa dal Priamàr al numero odierno di sei dalle 10-12 originarie: si tenevano infatti diverse processioni promosse da una o più confraternite alleate. Occorre arrivare al 1810, quando l’allora vescovo di Savona, Monsignor Maggioli emana il regolamento della processione del Venerdì Santo, per dar vita all’evento come lo conosciamo oggi.

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Grande novità di quest’anno è l’annullo filatelico dedicato alla processione sul quale è riportata la “cassa” dell’Incoronazione di spine della confraternita dei santi Agostino e Monica. Ideatore dell’iniziativa, assolutamente inedita per questo evento, è il priore generale Renato Italo de Feo, che ha chiesto e ottenuto la disponibilità di Poste Italiane. Il 25 marzo, Venerdì Santo, dalle 14 alle 20 sarà allestito un gazebo di Poste Italiane, presso il complesso di Palazzo Santa Chiara, lato piazza Duomo, dove si potranno acquistare le cartoline con lo speciale annullo. Altra novità: per favorire il raccoglimento durante il corteo sacro, fra un brano e l’altro del gruppo “Giuseppe Rebella”, don Silvio Delbuono guiderà la preghiera al fondo della processione.

Come da tradizione verrà proposta ai portatori una raccolta di denaro che quest’anno sarà in parte devoluta al “Cav”- Centro aiuto alla Vita di Savona e in parte al vescovo di Savona-Noli Vittorio Lupi che a sua volta la devolverà a opere di solidarietà in Terra Santa tramite i frati franscescani.

Le casse processionali sono veri e propri capolavori in legno eseguite da scultori di rilievo tra cui il Maragliano, il Martinengo, il Murialdo, il Brilla, la Cuneo. Il lento incedere delle casse attraverso le vie di Savona è accompagnato dai rintocchi della campana della torre del Brandale, la Campanassa.

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La processione del Venerdì Santo viene aperta dai tamburini listati a lutto dai torcioni portati da confratelli che indossano cappa bianca con i nastri gialli del priorato generale delle confraternite del centro. A seguire gli incappucciati che ricordano gli antichi flagellanti e la Croce di Passione, grande croce in legno nero sulla quale sono posti i simboli (anch’essi di legno dipinto) della Passione di Nostro Signore, e appartiene alla confraternita che comanda la processione.

Dopo le casse lignee, chiudono la processione i confratelli, il clero con il vescovo, i priori delle confraternite con al centro il priore generale, i turiboli, l’Arca della Santa Croce che contiene la Reliquia della Santa Croce, frammento della Croce del Calvario. L’arca è sormontata dal baldacchino e attorniata dai lampioni. Chiudono il corteo il sindaco della città di Savona, le altre autorità civili e le autorità militari.

Il complesso dei mottetti, ovvero il coro di voci maschili e femminili, voci bianche, accompagnati dal gruppo bandistico Forzano di Savona sarà posizionato tra le casse di testa della processione. Quando questa arriverà in piazza Mameli, il gruppo si fermerà, mentre la processione proseguirà il suo percorso in via Nazario Sauro. Verranno eseguiti in piazza i Mottetti: ossia Jesus, Crocem tuam, Seavo dolorum turbine, canti appositamente scritti nell’Ottocento per la processione del Venerdì Santo. Il coro, si riunirà alla processione quando questa ripasserà dalla parte opposta della piazza, per proseguire in via Montenotte (vedi sezione dedicata alla musica).

processione del Venerdì Santo Savona

La processione partirà dalla piazza del Duomo alle 20.30 e poi proseguirà in via Caboto, piazza Cavallotti, via Gramsci, piazza Leon Pancaldo, via Paleocopa, piazza Mameli, via Nazario Sauro, largo Vegerio, via Paolo Boselli, piazza Mameli, via Montenotte, via Astengo, piazza Sisto IV.

Mentre le casse entrano in piazza Sisto IV, si potrà ascoltare in sottofondo la voce di don Giovanni Margara che le descriverà e farà un breve commento. Al termine il vescovo monsignor Vittorio Lupi impartirà da balcone del palazzo del Comune la benedizione, con lui il sindaco e il priore generale che quest’anno sarà Renato Italo de Feo della confraternita dei santi Agostino e Monica.

Come nelle scorse due edizioni, vi sarà il commento all’entrata delle casse in piazza Sisto IV: don Giovanni Margara illustrerà cassa per cassa con notizie storiche e artistiche sul gruppo ligneo e una riflessione meditata sul momento della Passione raffigurato nella scultura con lettura del brano del Vangelo.

Nella processione del Venerdì Santo si prega con la fatica o con le note. Fondamentale è infatti l’aspetto musicale incarnato dal coro dei Mottetti, dal gruppo “Giuseppe Rebella”, coordinato dal Polifonico di Valleggia, da due prestigiose bande nonché dal cupo rullìo dei tamburi, squadra di una dozzina di elementi (alcuni delle bande di Cairo e Legino) che apre il corteo e ne cadenza il passo.

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Non a caso una gustosa anticipazione della processione, anzi una vera e propria presentazione ufficiale dell’evento 2016 alla cittadinanza, sarà rappresentata dalla Prova generale dei Mottetti che andrà in scena lunedì 21 marzo alle 21 sul palco del Chiabrera, grazie alla disponibilità del Comune e della direzione del teatro. Nell’evento condotto da Marco Gervino, con interventi del Priore generale e delle autorità, si racconteranno storia e origini della manifestazione, le novità di quest’anno, ma soprattutto risuoneranno le note di Jesu, Saevo e Crucem tuam, brani composti nell’ottocento proprio per la manifestazione savonese.

Il gruppo dei Mottetti (costituito in questa forma una ventina di anni fa per volontà del Priorato Generale e seguito con passione dal confratello Gianni Varaldo) è diretto da Igor Barra e si compone del Civico Complesso Bandistico “Forzano”, con la sezione di archi coordinati da Massimiliano Patetta, ad accompagnare la parte vocale con la Corale Alpina Savonese (da 30 anni fedelissimi all’appuntamento), La Ginestra di Savona ed elementi dei cori “Monteverdi” di Cosseria, “Della Rovere” e “San Pietro” di Savona nonché alunni delle scuole primarie cittadine nella sezione “voci bianche”. Confermata l’apprezzata variazione della scorsa edizione ovvero la nuova collocazione del grande complesso corale-orchestrale che all’arrivo in piazza Mameli si posizionerà al centro della medesima per far ascoltare i brani a tutti i portatori delle casse nel loro percorso attorno alla piazza (vedi seconda pagina).

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Confermatissimo anche l’altro gruppo, due anni fa battezzato “Giuseppe Rebella” in onore del noto maestro scomparso nel 2013. Tra i fondatori del Coro Polifonico di Valleggia, che diresse per ben mezzo secolo e anche nell’appuntamento biennale del Venerdì Santo, Rebella era una figura molto apprezzata a livello diocesano. Per questo i cantori valleggini nel 2014, col consenso e l’apprezzamento delle altre realtà vocali che partecipano, hanno deciso di intitolargli questo ensemble che sarà collocato nella parte conclusiva del corteo sacro. Accompagnato dalla Banda Puccini di Cairo, il Polifonico di Valleggia, diretto da Marco Siri, canterà assieme ai propri ex coristi, alla sezione Voci Bianche e, come detto, a molti gruppi amici: la Corale Polifonica Cellese, il Coro Guido d’Arezzo di Carcare, la Corale S.Maria di Cogoleto, il Concentus Mater Misericordiae di Savona, il Coro San Maurizio di Segno e il Coro Polifonico Città di Albisola. Tutti insieme eseguiranno i brani sacri Adoramus, Vexilla, Stabat Mater e Choral di Bach.

Infine non vanno dimenticati la Banda Sant’Ambrogio di Legino e la Banda Mordeglia di Celle che, intervallati alle casse, eseguiranno brani tratti dalla Passione secondo Matteo di Bach.

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