Conti in regola

La Corte dei Conti spulcia i bilanci del porto di Savona-Vado

Registrato un calo dei traffici (-8,6%) e il loro impatto sulle entrate

porto savona

Savona. All’inizio del mese di marzo la Corte dei Conti ha depositato in Parlamento la relazione sul risultato del controllo che è stato eseguito sulla gestione finanziaria dell’Autorità Portuale di Savona Vado Ligure per l’anno 2014. Relazione che è accompagnata da considerazioni conclusive che fanno riferimento anche ai fatti di rilievo che sono intervenuti nel corso del 2015.

Dall’esame della gestione e della documentazione emerge che le entrate derivanti dai canoni demaniali sono diminuite da 6,2 a 6,1 milioni di euro e incidono per il 32% sulle entrate correnti totali, mentre le spese correnti hanno registrato una diminuzione del 6,3% passando da 8,9 a 8,3 milioni anche per effetto del contenimento delle spese per gli organi, per il personale e per l’acquisto di beni e servizi (-5,1%). Il patrimonio netto dell’Authority è salito da 75,8 a 84,6 milioni, con un incremento dell’11,7% rispetto all’esercizio precedente.

Le considerazioni conclusive, svolte dal consigliere Stefano Siragusa, sottolineano che anche nel 2014 l’Autorità Portuale di Savona ha operato in un contesto economico generale caratterizzato da una contrazione dei consumi dei mercati interni e da un calo delle richieste di energia e materie prime da parte dell’industria. Di qui il calo dei traffici (-8,6%) e il loro impatto sulle entrate.

“Per le opere di grande infrastrutturazione – si legge nella relazione della Corte dei Conti – va segnalato il proseguimento dei lavori per la piattaforma multifunzionale, che si estende su una superficie di circa 210 mila metri quadrati e che ospiterà un terminal container da 700/800 mila teu/anno, dotato di una banchina rettilinea di 700 metri di lunghezza con due accosti ad alto pescaggio per consentire l’ormeggio delle navi portacontenitori di ultima generazione. Allo stato attuale è stato realizzato il 38% dell’opera e sono stati presentati 20 stati di avanzamento lavori, per una spesa complessiva di 57,7 milioni di euro”.

La relazione ricorda anche l’acquisizione della partecipazione azionaria (64% in aggiunta all’8% già posseduto) nella società Interporto di Vado Intermodal Operator (Vio spa). “Su tale vicenda, già esaminata nella precedente relazione – scrive la Corte dei Conti – risulta intervenuta, il 17 luglio 2015, l’approvazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” della delibera dell’Autorità portuale di acquisizione della partecipazione.

“Nel contempo – emerge ancora  – l’Autorità vigilante ha rappresentato l’esigenza che venisse puntualmente argomentata la sussistenza del requisito di ‘stretta necessità’ della partecipazione e le modalità della determinazione del prezzo d’acquisto. Questa Corte ritiene di dover condividere tale necessità anche alla luce delle innovazioni introdotte dalla legge di stabilità 2015”.

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