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Faggio, proposta della Uil: “Ricapitalizzazione? Facciamola con giorni di lavoro gratis” fotogallery video

Prove di dialogo tra soci savonesi e imperiesi della cooperativa: "Disponibili a ricapitalizzare, ma in un modo che garantisca di più i lavoratori"

Savona/Imperia. “Siamo disponibili a ricapitalizzare, ma non come richiesto dall’azienda. Proponiamo invece due giorni al mese di lavoro gratuito”. Ecco la proposta alternativa dei soci del Faggio che non hanno sottoscritto il piano di ricapitalizzazione: a lanciarla è il sindacalista della Uil Alessandro Enrico.

protesta faggio presidio

Nonostante la partenza del piano di risanamento triennale, la partita sull’asse Savona-Imperia per la salvezza della cooperativa sociale non è ancora del tutto chiusa. A molti “savonesi”, infatti, non è andata giù la decisione di una buona parte dei colleghi imperiesi di non ricapitalizzare. Una scelta che, accusano, avrebbe potuto avere conseguenze devastanti, tanto che a causa del loro rifiuto per raggiungere la cifra minima necessaria a salvare l’azienda è stato necessario un “salvagente” di 300.000 euro da una cooperativa emiliana, CoopSelis.

Più di un dipendente ha addirittura invocato licenziamenti per i reticenti, o comunque una distinzione tra chi ha deciso di “mettersi una mano sul cuore” e chi invece ha chiuso la porta. Un clima teso quello tra le due “fazioni”, che in questi giorni sia il Cda che il neonato Comitato Soci hanno provato a smorzare, lanciando inni all’ottimismo e sguardi a un futuro in cui “dopo anni di buio, la cooperativa è di nuovo in mano ai soci”.

A chiarire le ragioni degli “imperiesi” arriva ora Alessandro Enrico della Uil. “Sul Faggio c’è una situazione molto particolare e delicata, che va affrontata con un certo tatto – spiega – Non è che i lavoratori dell’imperiese, e anche altri del savonese che ci contattano, non siano intenzionati a ricapitalizzare la loro cooperativa: loro sono disponibili a simili iniziative, ma queste forme di ricapitalizzazione devono essere alternative a quelle che il Faggio chiede“.

Ed ecco allora la proposta: “I lavoratori sono disponibili, per esempio, a lavorare due giorni al mese in forma gratuita – rivela Enrico – e la somma per cui non vengono retribuiti va a ricapitalizzare. Sono anche aperti ad altre formule, e per questo abbiamo chiesto di dialogare con l’amministrazione, perché quella proposta dal Faggio non è l’unica soluzione possibile. A nostro avviso il problema è che la formula proposta dalla cooperativa non garantisce i lavoratori, e ovviamente il nostro compito è quello di garantire loro”.

“Noi come Uil lasciamo tutte le porte aperte, siamo disponibili a qualsiasi incontro per trovare una soluzione positiva per tutti. Io ritengo che le possibilità ci siano, ma non bisogna barricarsi dietro alle idee iniziali” conclude Enrico. Ora la palla torna all’azienda e a LegaCoop, che dovranno decidere se questa differente forma di collaborazione al piano di risanamento sia accettabile o meno.

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