Weekend sfortunato

Due fatti di cronaca, stessa vittima: l’ecuadoriano sequestrato ad Albenga è stato anche derubato in casa fotogallery

Il sudamericano dopo essere stato segregato a Lusignano ha chiamato i carabinieri per denunciare un furto

Savona. Prima il sequestro, poi il furto in casa. Ascoltando quello che gli è successo viene da pensare che quello appena passato non fosse proprio il suo weekend fortunato. Due recenti casi di cronaca accaduti in provincia sono infatti accomunati dalla stessa vittima: un cittadino ecuadoriano residente a Cadibona, nel comune di Quiliano.

Il sudamericano, oltre ad essere stato sequestrato e segregato in un convento di Lusignano d’Albenga dai due nordafricani (Mouhamed Alì Kassraoui, algerino soprannominato “Tyson”, e da Said Es Saadani, marocchino) arrestati dai carabinieri ingauni, nella notte tra sabato e domenica è stato vittima di un furto in abitazione per il quale questa mattina in tribunale è stato processato un tunisino di 32 anni, Zied Chargui, quello che secondo i carabinieri era il “palo”. Episodi che, nonostante la vittima in comune, apparentemente non sarebbero in alcun modo collegati, ma gli inquirenti stanno svolgendo ulteriori accertamenti per vederci chiaro.

Per quanto riguarda il furto, secondo quanto emerso questa mattina nel corso del processo per direttissima a carico di Chargui, a dare l’allarme è stato il padrone di casa che rincasando ha notato la presenza dell’imputato sotto casa. Poco dopo il sudamericano ha visto uscire dalla palazzina un secondo uomo, poi arrestato dai militari anche lui, che scappava con due valige prese dal suo appartamento. A quel punto la coppia di ladri si è allontanata dalla casa in via Nazionale Piemonte salendo sopra un bus dove poi è stata intercettata dai carabinieri.

Alla vista dei militari, Chargui non è fuggito consegnando le valige rubate, mentre il complice, il presunto autore materiale del furto, è scappato cercando di fare perdere le sue tracce. Dopo un lungo inseguimento a piedi però gli uomini dell’Arma sono riusciti a bloccarlo nella zona della Darsena arrestando anche lui. Tra l’altro, nel corso degli accertamenti è emerso che l’uomo, N.H., 35 anni, tunisino, sarebbe il responsabile della rapina a danno di un cuoco, A.A.N., di 33 anni, avvenuta nel pomeriggio di sabato in via Paleocapa. Per questo N.H. al momento è in carcere a Marassi con l’accusa di rapina in attesa di essere interrogato (mercoledì mattina) dal gip Filippo Maffeo per la convalida del fermo.

Per quanto riguarda Chargui, stamattina in aula si è difeso spiegando di non sapere nulla del furto, ma di aver solo accompagnato l’amico a recuperare degli effetti personali dalla casa del sudamericano dove avevano alloggiato per qualche giorno. Una spiegazione che il giudice Marco Canepa non ha ritenuto credibile (per entrare nell’appartamento i due tunisini hanno spaccato un vetro): l’arresto è stato infatti convalidato e nei confronti dell’imputato (rappresentato dal legale Eva Rocca) è stata disposto l’obbligo di presentazione per due volte al giorno in caserma a Savona (il pm aveva chiesto il carcere). Vista la richiesta di termini a difesa il processo è stato rinviato a giovedì mattina.

Proprio mentre si concludeva il processo per direttissima, sempre in tribunale, veniva interrogato dal giudice Francesco Meloni l’algerino Mouhamed Alì Kassraoui che, dopo aver parlato davanti al pm Chiara Venturi, questa mattina si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per lui l’arresto è stato convalidato così come la misura cautelare in carcere. Domani toccherà al suo “complice”, Said Es Saadani, che secondo i carabinieri era il carceriere dell’ecuadoriano, essere interrogato.

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