Pioggia di soldi

Dalla dismissione delle “partecipate” la Provincia ha incassato 2 milioni di euro

Provincia - Palazzo Nervi

Albenga. Il piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie, avviato nel marzo del 2015, ha consentito all’Amministrazione provinciale di incassare poco meno di 2 milioni di euro.

Si tratta di entrate relative alla vendita delle quote detenute in Aeroporto di Villanova d’Albenga – Ava Spa (757 mila euro), in Autostrada Albenga Garessio Ceva Spa (1.163.487 euro), in Banca Popolare Etica (5.598 euro) e in Cengio Sviluppo Scpa in liquidazione (9.648 euro) per un totale di 1 milione 936 mila euro.

La relazione sui risultati conseguiti nel 2015 con l’applicazione del piano, trasmessa alla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, anticipa gli indirizzi che Palazzo Nervi seguirà nel corso del 2016 per giungere alla dismissione di altre partecipazioni, ad iniziare da quella di importo più elevato, ovvero la quota detenuta in Autostrada dei Fiori Spa, che vale quasi 9 milioni di euro (1,964% del capitale sociale).

La Provincia ha già tentato di venderne una parte, pari a circa la metà dell’importo, ma due successive gare sono andate deserte, nonostante avessero un “compratore designato” in Salt, la società del gruppo Gavio che ha il controllo di Autofiori. Salt ha evidentemente ritenuto troppo alte le pretese della Provincia, che peraltro si trova ora con l’opportunità di incassare, tra un paio di mesi, un nuovo robusto dividendo, rinviando la terza asta a dopo lo stacco delle cedole.

A vuoto anche due tentativi di vendita del 25% di azioni (circa 70 mila euro) possedute nella Spes, la società di gestione del campus universitario di Savona. Il braccio di fero, in questo caso, è soprattutto con gli altri soci savonesi, in particolare Comune e Camera di Commercio. Negli indirizzi per il 2016, il presidente della Provincia, Monica Giuliano, scrive che per Autofiori e Spes “saranno valutate nuove modalità di gara, anche ricorrendo a procedure negoziate riservate ai soci delle medesime società e agli enti del territorio”.

L’ipotesi al momento più realistica è che, per quanto riguarda Spes, Comune e Camera di Commercio rilevino complessivamente non più del 10% delle azioni, in modo da raggiungere, con il concorso dei soci Unione Industriali di Savona e Università di Genova, la quota di controllo dell’85% che è la soglia necessaria per statuto ad approvare una serie di atti e adempimenti di valore strategico per la società.

In lista di dismissione restano al momento le partecipazioni in Acts e Tpl Linea (se ne parlerà dopo l’avvenuto accorpamento tra le due società) e in Rete Fidi, di cui peraltro la Provincia detiene solo lo 0,05% (circa 8 mila euro di valore).

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