Caso Vada Sabatia, uno degli ex operatori farà 360 ore di volontariato per estinguere il reato - IVG.it
Violenza privata

Caso Vada Sabatia, uno degli ex operatori farà 360 ore di volontariato per estinguere il reato

La posizione dell'imputato si era alleggerita rispetto alle iniziali accuse di maltrattamenti verso i pazienti

Savona. Dovrà svolgere 360 ore di volontariato e poi vedrà estinto il reato di violenza privata. Questa mattina il giudice Francesco Giannone ha infatti sospeso il processo e accolto il programma per la messa alla prova per A.B.Z.F., uno degli operatori coinvolti nell’inchiesta sui maltrattamenti alla Rsa Vada Sabatia di Vado Ligure.

Il ragazzo, un ventenne peruviano, dovrà quindi completare il servizio di volontariato e poi il giudice dichiarerà estinto il reato. Al giovane, che nell’aprile 2014 era finito agli arresti domiciliari, la Procura attribuiva due episodi di maltrattamento contro i pazienti.

Un’accusa che l’allora operatore della struttura aveva contestato duramente fin da subito negando di aver mai avuto condotte violente contro gli ospiti della Vada Sabatia. Concetti che erano stati ribaditi dai suoi legali, gli avvocati Amedeo Caratti e Massimo Badella, che hanno precisato: “E’ stato compreso che non c’è mai stata la volontà di maltrattare nessuno, ma piuttosto una non perfetta gestione dei pazienti dovuta più che altro all’inesperienza”.

In effetti, alla luce delle dichiarazioni dell’imputato, ma anche sulla base di ulteriori accertamenti degli inquirenti, il pm aveva accettato di derubricare il reato da maltrattamenti a violenza privata.

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