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Sanità in Val Bormida, il segretario Ferrentino (Cgil): “Servizi e assistenza territoriale unica via” video

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Val Bormida. “Si tratta, in estrema sintesi, di trovare soluzione a tre fattori fondamentali : distretto forte per diminuire tempi di attesa, l’accessibilità al sistema sanitario e l’inarrestabile aumento della popolazione anziana, che per una maggiore qualità della vita deve essere curata a casa e un sistema dell’emergenza che sia efficiente. Questi sono i cardini attorno ai quali ruota la sanità in Valbormida e queste sono le criticità che debbono essere risolte”. Lo afferma il segretario provinciale della Fp-Cgil Savona Ciro Ferrentino dopo il convegno sulla sanità valbormidese che si è svolto a Cairo Montenotte alla presenza dell’assessore regionale Sonia Viale.

“In carenza di risorse è inevitabile dunque che si debba trovare un punto di condivisione tra le parti sociali, quelle politiche, i lavoratori del settore e la cittadinanza, lasciando da parte ogni sorta di pretesa puramente ideologica. L’imperativo è quello di garantire assistenza alla popolazione di un territorio realmente disagiato e per farlo dobbiamo poter disporre in prima battuta della volontà politica, che troppe volte si è limitata a promulgare leggi inapplicabili in vari contesti territoriali (vedi Decreto Balduzzi). Poi, a seguire, c’è bisogno dell’inevitabile impegno degli operatori del settore e, infine, lacollaborazione della popolazione. Queste sono le tre forze che debbono convergere per poter stabilizzare il baricentro della sanità in generale e, in particolare, quello della Valbormida e di tutte le realtà territoriali ad essa assimilabili” spiega Ferrentino.

“Nel dicembre 2012 sindacati hanno firmato con la Regione Liguria un protocollo d’intesa fondato su 4 punti essenziali: il rafforzamento del ruolo dei distretti territoriali; la presa in carico dei malati cronici attraverso il “chronic care model” e la sanità di iniziativa. (progetti come la radiologia domiciliare sarebbero pronti a partire. Cura a KM zero come ha detto l’assessore alla presentazione del libro bianco); inoltre l’attivazione dello strumento della dote di cura per strutturare un modello di continuità assistenziale socio sanitaria per i cittadini non autosufficienti cui devono concorrere in modo integrato i comuni e l’Asl; infine l’attivazione di uno strumento di incentivazione, “dividendo di efficienza”, finalizzato a premiare economicamente i lavoratori coinvolto nei necessari processi di riconversione organizzativa utili per realizzare obiettivi condivisi” ricorda l’esponente sindacale.

“Il Libro Bianco sembra andare verso questa direzione. In definitiva, per fare una sintesi estrema sul sistema sanitario in Valbormida, senz’altro complesso e fatto di numeri, percentuali e leggi e decreti, qui impossibili da relazionare, possiamo dire che bisogna adottare nuovi modelli per arrivare ad una sanità territoriale basata su un presidio impegnato e organizzato per la presa in carico della domanda della salute e di cura e di conseguenza per la garanzia dei livelli di assistenza socio sanitaria. Ovviamente, partendo dalla valorizzazione della comunità locale che deve essere protagonista con il coinvolgimento soprattutto degli operatori sociosanitari. La struttura deve dunque diventare un luogo fisico, ben identificabile e riconoscibile per tutti, dove verrà erogata l’assistenza territoriale” conclude.

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