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Primarie, Arnaldi scrive ai “rivali”: “Apriamoci ai savonesi, discutiamo con loro i programmi”

Savona. “Apriamoci alla città, apriamo insieme il ‘cantiere Savona’. Ripartiamo da programmi e contenuti: serve un capillare, sincero, inclusivo momento di riflessione collettiva”. Inizia con queste parole la lettera aperta che Giuliano Arnaldi, candidatosi qualche giorno fa alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco di Savona, indirizza a Cristina Battaglia, Livio Di Tullio e Tiziana Saccone, al momento i tre “avversari” in campo, ma anche “ai partiti del centrosinistra e, soprattutto, ai cittadini”.

Il consigliere comunale di Onzo, molto noto in provincia per la propria attività nel ramo culturale (è il presidente della Fondazione TribaleGlobale), ha deciso di provare a scendere in campo qualche giorno fa auspicando primarie realmente aperte a tutti. “Le Primarie prendono una piega sempre più incomprensibile per le persone normali – scrive nella lettera – Sembra smarrito il senso profondo di questa innovazione, che è favorire il contatto tra cittadini e politici, rilegittimarlo su una base autenticamente popolare, comprendere e governare i problemi reali”.

Qui stiamo parlando solo di date e di persone – avverte i compagni-rivali – Vi propongo quindi di lavorare insieme per un momento di ascolto, confronto e proposta su ciò che deve essere Savona. Chiediamo ai savonesi che la città la vivono, radunandoli attorno a tavoli tematici attraverso le associazioni di volontariato e categoria. Etica, Lavoro, Welfare, Cultura, Attività Artigiane. Coinvolgiamo i savonesi che dalla nostra città sono partiti portando nel mondo idee vincenti. Ascoltiamo la memoria della città: le Associazioni Partigiane, la Consulta Culturale. Confrontiamo con loro i nostri programmi, pronti a fare sintesi per ottenere il meglio per la Città”.

Se c’è una cosa che ci viene rimproverata è di essere chiusi e autoreferenziali – è il monito – Lo dicono i numeri e la natura dell’astensionismo. Quindi iniziamo ad aprirci, siamo pur sempre il Partito che ha inventato la Leopolda…”.

Si può fare, si deve fare – conclude Arnaldi – E non ditemi che non c’è tempo, perché i tempi non li dettiamo noi, ma la vastità della crisi anche di fiducia che stiamo subendo. Noi abbiamo la responsabilità di gestirli con onestà, coraggio e saggezza”.

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