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Piaggio, l’assessore regionale Rixi scrive ad azienda e Governo: “Rispettare gli accordi” foto

Oggi i sindacati hanno incontrato l'Ad Logli e gli hanno chiesto di congelare la cassa integrazione in attesa del vertice al Mise del 9 marzo

Villanova d’Albenga. E’ destinata ad approdare presto al Governo la questione riguardante la decisione di Piaggio Aerospace di mettere in cassa integrazione di 200 dipendenti degli stabilimenti di Villanova d’Albenga e Sestri Ponente.

Questa mattina i delegati sindacali hanno incontrato l’assessore regionale alle attività produttive Edoardo Rixi, al quale hanno sottoposto i problemi che ieri hanno portato di lavoratori di Villanova a dichiarare lo sciopero a oltranza e poi a manifestare per le strade della cittadina del comprensorio ingauno.

“Rixi – spiega Gianni Mazziotta della Uil – ci ha garantito che quanto prima scriverà una lettera all’azienda e al Governo per sollecitare le parti a rispettare gli accordi presi. Anche perché Rixi ci ha confermato che in ballo ci sono 3 milioni di fondi regionali che dovrebbero andare a finanziare la cabina di verniciatura di Sestri Ponente”.

“Dal nostro punto di vista – ricorda Mazziotta – è inammissibile che l’azienda proceda con la cassa integrazione su reparti che hanno zero ore ma per i quali ci sono commesse ancora da realizzare. Il management ha detto di non avere nemmeno i soldi per l’acquisto dei materiali, ma in un incontro al ministero dello sviluppo economico di qualche settimana fa aveva detto di avere sotto controllo i problemi economici di cui soffre l’azienda”.

Proprio le numerose commesse dovrebbero consentire di far quadrare i conti: “I lavoratori sono sconcertati anche e soprattutto perché l’azienda ha in ballo la realizzazione di 100 motori per il valore di circa 30 milioni di euro e, solo per il 2016, l’assemblaggio di 30 velivoli. E’ paradossale che l’azienda abbia investito denaro nel trasloco da Finale a Villanova e non voglia investire nel momento in cui c’è da far cassa”.

Per Mazziotta il problema è un altro: “Il problema è che ora Piaggio vuole far scontare ai lavoratori il ‘problema’ che esiste tra il nostro Governo e il governo di Abu Dhabi e che mette in ballo 90 milioni di euro. E’ per questo che Rixi ha intenzione di scrivere al Governo, che deve fare la sua parte. L’azienda, invece, la sua parte non l’ha fatta per nulla: in tutti questi anni non è riuscita a far funzionare gli stabilimenti come avrebbe dovuto”.

Dopo Rixi, i sindacati hanno incontrato l’amministratore delegato Carlo Logli: “L’Ad – spiega ancora Mazziotta – ci ha confermato che per il 9 marzo è in programma un incontro al Mise. Noi abbiamo chiesto di poter congelare il procedimento di cassa fino a quella data. Logli ci ha risposto che ormai l’ammortizzatore sociale è partito, ma che proverà a interceder con i vertici di Abu Dhabi”.

Nel frattempo, la vicenda si arricchisce di un nuovo protagonista. Si tratta di Finmeccanica, che sarebbe interessata a rilevare la produzione dei droni militari: “Piaggio ha tre rami – ricorda Mazziotta – La produzione di motori, di velivoli civili e di velivoli militari che sono appunto i droni. Se Finmeccanica davvero è interessata a entrare in Piaggio allora deve ‘prendere’ tutti e tre i rami, non solo uno. Lo spacchettamento non serve a niente”.

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