IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

“Gridare istericamente ‘Al lupo’ non serve”: l’Enpa all’attacco

"Pronti a collaborare per trovare una soluzione che tuteli agricoltori e allevatori ma solo con metodi ecologici ed incruenti"

Savona. “Gridare istericamente ‘Al lupo, al lupo’ è un fenomeno non solo dei secoli bui del Medioevo ma anche, purtroppo, del 21° secolo. Sarebbe invece più utile e giusto non perdere contatto con la realtà sostenendo o, peggio ancora, fomentando proposte insensate, oltreché impraticabili sotto ogni punto di vista: scientifico, etico, legale”. Così la Protezione Animali savonese interviene nel dibattito sulla presenza dei lupi che si è scatenato dopo i recenti avvistamenti in provincia.

L’Enpa ha anche voluto rispondere ai “ricorrenti tentativi del mondo agricolo e venatorio di poter sparare ad una specie particolarmente protetta che non è in alcun modo cacciabile e per la quale non esistono censimenti scientifici”.

“Siamo pronti a collaborare per trovare una soluzione che tuteli agricoltori e allevatori ma solo in un contesto in cui vengano applicati metodi ecologici ed incruenti, i soli realmente efficaci” dicono dall’Enpa secondo cui il vero problema non sono né i lupi, né i cani né qualsiasi altro animale, ma “la mentalità e l’ostinazione di chi, istituzioni comprese, continua a eludere le nostre norme, tra cui la legge 281/91 che, dove applicata, ha permesso di risolvere i problemi connessi al randagismo”.

“A pagare non possono essere sempre gli animali e i cittadini onesti né la natura: è assurdo pensare di poter vivere in un mondo di plastica e risolvere i problemi con il fucile che, come per la diffusione di cinghiali e caprioli, non solo non li risolve ma ne è la causa” aggiungono dalla Protezione Animali che propone anche alcune soluzioni: “Costringere gli allevatori, se vogliono avere il rimborso dei danni, a proteggere le greggi e gli animali al pascolo con l’utilizzo di cani da pastore maremmano-abruzzese e a custodirli, di notte, in stalla o con recinti elettrificati; individuare esattamente, prima di lanciare allarmi, con il personale specializzato delle ASL e del Corpo Forestale, la specie a cui appartengono i predatori responsabili degli attacchi e degli sbranamenti”.

E ancora: “Tenere sotto controllo i possessori di lupi cecoslovacchi, una specie di cane domestico quasi indistinguibile dal lupo selvatico e che sta avendo un discreto successo tra gli amanti dei cani di razza; intensificare i censimenti dei lupi sul territorio, utilizzando i moderni sistemi incruenti d’indagine, quali le fototrappole; e soprattutto diffondere istruzioni chiare, redatte da esperti del settore, su come comportarsi quando s’incontra un lupo ed affrontare senza pregiudizi arcaici, ed invece apprezzare, la sua presenza nei nostri territori. E’ questo il corretto approccio da tenere verso i lupi nei nostri boschi” concludono dalla Protezione Animali.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.