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Football americano, i Pirates cedono ai Predatori

Savonesi sconfitti in trasferta nel primo turno di campionato nonostante un ottimo primo tempo

Savona. I Pirates tornano dalla riviera di levante con zero punti e con grande amarezza per come è maturata la sconfitta. Obiettivamente, i Predatori sono parsi più forti i del team savonese, ma, come in ogni sport di squadra, le variabili sono imponderabili, soprattutto quando si gioca un derby tra i più sentiti nel panorama del football italiano.

Un buon pubblico fa da cornice per questo appuntamento del sabato sera tigullino. Un’aria umida non riscalda le persone presenti ma ci pensano le compagini liguri ad infiammare gli spettatori, con un primo tempo di grande intensità.

Partono i savonesi con un buon ritorno di ko da parte del #9 Said che copre circa 30 yds di campo. Entra la offense in completa tenuta nera e blu con in cabina di regia #14 Arnaldi. Costretta subito al punt. Il primo punt, ottimamente calciato dal #10 Colombo fino alle 10 yds arancioni, viene vanificato da un errore di formazione dei savonesi (dieci in campo). Il secondo punt è leggermente piu corto. Il ritornatore tigullino lascia rimbalzare la palla, la raccoglie sulle proprie 30 yds e si invola in solitaria fino alla end zone savonese. Il calcio successivo è valido. Predatori 7, Pirates 0.

Un brutto colpo che colpisce a freddo i pirati. Ma, come da tradizione, il derby non è mai scontato. Si alternano fasi di gioco molto belle da entrambe le parti, vanificate da piccoli errori o da prodezze dei difensori, chiamati dai due attacchi ad un super lavoro. Sono ancora gli arancioni tigullini ad arrivare vicini alla segnatura, sbagliando un field goal. Passata la paura, i neroblù savonesi riprendono coraggio e macinano yards. Un drive ottimamente condotto dal qb #14 Arnaldi con le corse del #44 Leoni e del #11 Moreno li porta fino a ridosso della end zone arancione. Il veterano della offense, il #41 Buetto, finalizza il lavoro con una corsa di 10 yds direttamente in end zone. Predatori 7, Pirates 7.

Segue una fase di sostanziale equilibrio, dove le rispettive difese hanno la meglio sugli attacchi avversari. Finisce il primo tempo. Alla luce di quanto visto i savonesi hanno sorpreso positivamente. Disciplinati ed ordinati, non si sono disuniti ed hanno reagito al colpo a freddo. I tigullini sembrano più imballati. Il loro gioco “air raid” funziona a tratti, complice il fatto che in cabina di regia manca il qb titolare Ravera, infortunatosi in allenamento e sostituito dal giovane #8 Sanguineti. Ma con gente come Malabruzzi e Spiaggi in campo, ogni pallone per aria è sempre una minaccia mortale.

Ed infatti all’inizio del secondo tempo il #81 Spiaggi fa vedere perché è entrato nel giro del Blue Team e con una ricezione spettacolare di oltre 30 yds, porta i suoi a ridosso della end zone pirata. Una breve corsa del #32 Bisso sancisce il sorpasso. Un altro colpo a freddo per i pirati. Il calcio addizionale viene deviato ed esce dai pali. Predatori 13, Pirates 7.

La offense savonese rientra pronta a pareggiare subito i conti e dopo un buon ritorno e la chiusura di un paio di down, è costretta al punt. Anche i tigullini non trovano più gli spazi e sono costretti al punt. Ma qui accade un fatto che sui campi di football raramente si vede. Su di un 3/9, la offense arancione viene fermata, quindi costretta al punt con un 4/9, ma si scorge a terra un fazzoletto giallo. Conciliabolo tra i ref, ed ecco spiegato il fallo: dieci giocatori della D pirata in campo. Sconcerto tra le file savonesi. Dov’era il decimo giocatore? Era il #91, che infortunatosi (strappo al polpaccio) e vista la sua difficile deambulazione, chiedeva prima il permesso all’arbitro di linea di accorciare il suo tragitto, che ovviamente con buon senso essendo distante dalla linea di scrimmage e dal gioco, gli veniva concesso. Allo snap, quindi, di fatto, i pirati si trovavano effettivamente con un uomo in più, ma con il permesso dell’arbitro di linea ed ovviamente totalmente ininfluente al gioco. Il capo arbitro sconfessava il suo assistente e puniva con il fallo i pirati. A niente valevano le giustificate e vibranti proteste della panchina savonese. Di fatto i tigullini ripetevano il down ma 5 yds piu avanti. Azione di corsa. Il runner tigullino viene prontamente fermato. Altra flag. Fallo personale della D savonese per violenza non necessaria. Primo down e 15 yds avanti. Gli arancioni partono ora in una posizione di campo più agevole sulle 25 yds pirati. E’ ancora Bisso a violare l’end zone savonese. Riesce anche la trasformazione da 2 punti. Predatori 21, Pirates 7

Altro colpo. Questa volta i pirati non si rialzano più. Cadono preda di un crollo psicologico che li rende inermi per il resto della partita. Alla luce dei fatti questa è una squadra che non ha ancora maturato la capacità di reazione e deve imparare a saper canalizzare la rabbia in energia positiva, senza perdere la concentrazione. Se in campo si perde la lucidità e la disciplina degli assegnamenti, non esiste rimedio. Finisci per perdere.

Per la cronaca si registrano ancora altre due segnature dei tigullini con Malabruzzi su corsa e di Spiaggi su passaggio di Sanguineti, che chiudono il match con un sonoro e perentorio Predatori 33, Pirates 7.

I Pirates, se valutiamo il primo tempo, si sono mostrati un team ordinato, con la giusta concentrazione e voglia di far bene. Un qb, il #14 Arnaldi, finalmente catalizzatore del gioco, una linea di attacco efficace e veloce. Poi, nonostante i molti nuovi innesti, la solita D, il mitico “black wall”. Le partite, però, durano due tempi. E nel secondo tempo è mancata completamente la concentrazione che la squadra aveva nel primo.

Per i Predatori ottimo in cabina di regia il qb della giovanile Sanguineti, i soliti Bisso, Spiaggi, Malabruzzi e Nicolini, una D che, dopo lo sbandamento iniziale del primo tempo, trova nel secondo le contromisure ed argina gli attacchi savonesi. Su tutti un mostruoso #1 Reglioni, uomo ovunque della D arancione.

Appuntamento per i savonesi per sabato 5 marzo al “Ruffinengo” di Legino. Alle ore 21 affronteranno i Blitz San Carlo, quest’anno rinforzati dagli innesti dei Tauri, storico team torinese riformatosi lo scorso anno.

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