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Bergeggi dice no al Piano Casa: “Non sarà applicabile in alcune aree comunali”

Off limits il centro storico, Torre del mare, tutte le zone sottoposte a vincolo paesistico e le aree ricadenti entro 300 metri dalla battigia

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Bergeggi dice no al Piano casa. Ad annunciarlo è il primo cittadino Roberto Arboscello che spiega: “Sabato 27 febbraio si è riunito il consiglio comunale e l’ordine del giorno prevedeva, oltre che l’approvazione di delibere riguardanti la fusione ACTS/TPL e il rinnovo della convenzione con la Provincia per quanto concerne la società unica appaltante, l’importante discussione riguardante la recente variante apportata dalla Regione Liguria alla legge regionale denominata Piano casa”.

“L’argomento molto di attualità in questo momento per tutti i comuni, ma che presenta maggiore interesse e desta maggiori preoccupazioni per i territori che presentano al loro interno parchi o zone di pregio. Da molti contestata fino dall’inizio, tale legge regionale è diventata un vero caso politico, al punto che pochi giorni fa il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare la Legge Regionale alla Corte Costituzionale. Non essendo a conoscenza di una eventuale sospensiva, in attesa che la Corte si esprima, la legge rimane in vigore e per i comuni i termini dei 60 giorni durante i quali possono deliberare in merito stanno scadendo, costringendo le amministrazioni a deliberare” spiega il sindaco di Bergeggi.

“Ho sempre manifestato la mia contrarietà, in linea di principio, ad ogni norma che vada in deroga agli strumenti comunali. Contrarietà ancora più forte nel caso specifico, dove la norma va in deroga al PUC, che è il vero strumento di pianificazione urbanistica comunale, costruito e studiato per sviluppare ed allo stesso tempo preservare ogni singolo territorio, con le sue peculiarità e caratteristiche. Con questa legge si esclude di fatto l’amministrazione da ogni valutazione sull’intervento edilizio permesso da questa normativa” prosegue Arboscello.

Proprio per queste motivazioni l’amministrazione ha discusso e votato una delibera volta a sfruttare nel modo più ampio possibile la facoltà data ai comuni di individuare porzioni del territorio nelle quali non trovano applicazione le disposizioni degli art. 3 e 3bis della legge regionale, non potendo per legge escludere l’intero territorio comunale.

“Le aree individuate, al fine di preservare il già fragile territorio bergeggino sono state, oltre al centro storico, quelle di Torre del mare, dove già da tempo era stato istituito un parco architettonico, tutte le zone sottoposte a vincolo paesistico e le aree ricadenti entro 300 metri dalla battigia. In tutte queste aree a nostro modo di vedere l’applicazione del piano casa avrebbe potuto generare un forte impatto visivo e paesistico” prosegue il sindaco.

La direzione intrapresa dall’amministrazione Arboscello va in controtendenza rispetto alla posizione assunta dalla precedente giunta, che quando era stata chiamata a decidere ad esempio sulla legge dei sottotetti aveva aperto il centro storico, pur avendone facoltà di chiuderlo. Anche per questa normativa l’attuale amministrazione ha di fatto “blindato” il centro storico, non deliberando alcuna apertura.

“Non ravviso nessuna stranezza in tal senso. Ogni amministrazione ha le proprie idee e sensibilità rispetto a specifiche tematiche” commenta il sindaco. “Qui non si tratta più di consentire di fare una stanza in più per il figlio o per il parente. La variante apportata alla legge regionale precedente, che era stata varata anni fa dalla precedente giunta regionale, introduce differenze sostanziali, sia in termini di percentuali di ampliamento sia in termini concettuali. Con questa modifica ad esempio un capannone, oltre ad aumentare le dimensioni, potrebbe diventare ad uso abitativo, magari in una zona già satura, così come un edificio già condonato potrebbe ampliarsi ulteriormente. Il territorio bergeggino presenta delle caratteristiche e peculiarità ambientali e paesistiche da preservare e difendere ed è questa la direzione espressa da questa amministrazione fin dal giorno dell’insediamento”.

In effetti Arboscello e la sua amministrazione hanno sempre dichiarato di voler sostenere il rilancio dell’attività edilizia attraverso la riqualificazione dell’esistente, per migliorare gli immobili oltre che dal punto di vista del decoro, soprattutto per quanto riguarda l’efficentamento energetico, tecnologico e di sicurezza idraulica e non attraverso nuovi interventi edilizi o ampliamenti volumetrici.

“Approvando oggi questa delibera, l’impegno di questa amministrazione dovrà essere quello di valutare puntualmente, in sede di revisione del PUC in scadenza nel 2017, i singoli interventi che ci verranno proposti dai cittadini. Con questa modalità, seppur molto impegnativa per amministrazione ed ufficio tecnico, riusciremo a tenere sotto controllo ogni singolo intervento, verificando che lo stesso non arrechi un danno patrimoniale ad altri cittadini o che alteri fortemente il paesaggio. Il consiglio stesso ha dato mandato a Sindaco e giunta affinchè si attivino al più presto in tale direzione. Il tutto aspettando l’esito del ricorso alla Corte costituzionale da parte del governo, che auspico abbia esito positivo” conclude Arboscello.

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