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Area T1 di Ceriale, chieste cinque condanne e il Comune vuole un risarcimento milionario foto

Per l'imprenditore Andrea Nucera chiesti sedici mesi, otto per Fazio e Revetria

Savona. Cinque richieste di condanna, una di assoluzione e un maxi risarcimento danni da 3 milioni e 298 mila euro. Il processo per la presunta lottizzazione abusiva dell’area T1 di Ceriale viaggia spedito verso la sentenza che, salvo sorprese, sarà letta due giorni prima della data di prescrizione (che interverrà il 28 febbraio).

Questa mattina infatti davanti al giudice Francesco Giannone il pubblico ministero Vincenzo Carusi ha avanzato le sue richieste: sedici mesi di arresto e 40 mila euro di ammenda per Andrea Nucera; sei mesi di arresto e 16 mila euro per Monica Nucera, sorella di Andrea; dieci mesi e ventimila euro per Giuseppe Parrinello, ex funzionaria dell’ufficio tecnico del Comune; otto mesi e 18 mila euro per Ennio Fazio e Pietro Revetria, rispettivamente sindaco ed ex sindaco di Ceriale; assoluzione per “non aver commesso il fatto” per l’avvocato Mauro Vallerga (coinvolto nell’inchiesta perché, come consulente legale dell’amministrazione comunale, aveva preparato la bozza della convenzione urbanistica).

Dopo la requisitoria del pm, è toccato all’avvocato Luciano Chiarenza, legale del Comune di Ceriale che si è costituita parte civile, prendere la parola. La discussione è stata tutt’altro che tenera: il difensore ha infatti chiesto un risarcimento danni da 3 milioni e 298 mila euro ed una provvisionale da un milione.

Richiesta che l’avvocato Chiarenza ha motivato con precisione illustrando il “conteggio” che ha portato a quantificare il danno che ha tenuto conto: della mancata riscossione da parte del Comune di Ceriale di imposte e tasse (Imu e Ici) nel periodo dal 1° agosto 2011, data del fallimento, a oggi; dei mancati introiti erariali; delle opere di urbanizzazione non realizzate; del mancato aumento della ricettività alberghiera di Ceriale; dei danni legati alla pubblicità negativa e di immagine per il Comune; ma soprattutto del danno ambientale per la “presenza di un mostro edilizio che è in stato di abbandono”.

“Abbiamo chiesto un risarcimento di questa entità anche in considerazione della condizione di abbandono dell’area che rimarrà tale fino ad un’eventuale demolizione o fino a quando l’intervento non verrà finito. Per ora è un mostro incompiuto a due passi dal litorale” ha precisato l’avvocato Chiarenza.

Il processo è stato rinviato al 25 febbraio per terminare la discussione, mentre la sentenza è attesa per il 26 febbraio dopo le eventuali repliche.

La data della sentenza, tra l’altro, è stata anticipata perché rischiava di finire in prescrizione (un problema nel quale però rischiano di incappare i gradi di giudizio successivi al primo). Per questo il giudice Francesco Giannone aveva ri-calendarizzato tutte le udienze. Secondo la calendarizzazione originaria (che aveva tenuto conto di un calcolo erroneo in riferimento alla data di prescrizione), il processo sarebbe dovuto continuare fino a maggio 2016.

La tesi della Procura è che gli interventi di costruzione nell’area del T1 di Ceriale fossero autorizzati attraverso permessi per costruire illegittimi.

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