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Anche a Savona il Comitato per la Democrazia Costituzionale

Il gruppo appartiene al fronte del no alla “deforma” costituzionale

Savona. Si è costituito il 23 febbraio, presso la sede dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea (Isrec) di Savona, il Comitato per la Democrazia Costituzionale provinciale che aderisce al Comitato Nazionale per il no alla “deforma” costituzionale, con il primo incontro del gruppo direttivo formato da Sergio Acquilino, Maria Gabriella Branca, Alberto Dressino, Alfio Minetti, Emanuela Miniati, Stefano Nasi, Nanni Russo, Michele Salvatore, Anna Traverso, Franco Zunino e l’indicazione del Referente per il Cdc nazionale nella persona dell’avvocato Maria Gabriella Branca.

L’assemblea dei partecipanti, riunitasi il 15 febbraio scorso presso la sede dell’Isrec, ha infatti deliberato la costituzione del Comitato per organizzare gli eventi formativi e gli incontri pubblici che possano illustrare i motivi del no al referendum sulla Costituzione ed il nostro impegno per i referendum abrogativi della legge elettorale, nominando presidente il senatore Giovanni Russo.

“Tra poche settimane, infatti, verrà probabilmente approvata definitivamente la “controriforma” costituzionale che elimina il Senato elettivo, subordinando il parlamento alla volontà del cosiddetto ‘premier’”.

“Pochi mesi fa è stata approvata la nuova legge elettorale (il cosiddetto Italicum) che, peggiorando ulteriormente quella precedente (il cosiddetto Porcellum), già dichiarata incostituzionale, permette a chi detiene un’esigua maggioranza relativa di ottenere il 55 per cento dei seggi parlamentari”.

“Le modifiche costituzionali, combinate alla nuova legge elettorale, portano a un grave stravolgimento dell’assetto istituzionale delineato dalla Costituzione nata dalla Resistenza, con pesanti conseguenze non solo sulla effettiva rappresentanza politica, ma anche sul merito delle decisioni, imponendo il volere del Governo su quello del Parlamento ed eliminando quell’equilibrio fra i poteri, senza il quale una democrazia di nome diventa un’oligarchia di fatto”.

“Dobbiamo quindi fare appello alle associazioni e alle organizzazioni democratiche, ai comitati ed a tutti i cittadini affinché anche nella nostra provincia si organizzi un fronte vasto e plurale che contrasti la ‘controriforma’ costituzionale e chieda l’abrogazione della nuova legge elettorale. Per questa ragione è necessario che ognuno di noi lavori nell’ambito del proprio territorio per costituire i comitati locali e diffondere i principi fondanti della nostra Carta Costituzionale”.

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