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Alessandro Garassini: “Il Pd con la sua sete di potere ha perso tutti i valori”

L'ex presidente della Provincia: "Mi auguro che perda a Milano come ha perso in Liguria"

Savona. “Il Pd, con la sua sete di potere, ha perso tutti i valori che avrebbe ben potuto coltivare”.

Parole che dissociano Alessandro Garassini, ex presidente della Provincia di Savona, dagli schemi e dalle linee guida renziane e che offrono una interessante riflessione per tutti coloro che sono simpatizzanti della sinistra italiana.

Ho abbracciato gli ideali dell’Ulivo di Romano Prodi e ne sono stato modestissimo interprete, da presidente della mia Provincia di Savona, per quasi un decennio – sottolinea l’ex amministratore di Palazzo Nervi – Non ho aderito al PD, dichiarandolo pubblicamente, perché nulla mi sembrava lontano dal’Ulivo di quanto lo fosse il PD, fusione dei peggiori conservatorismi democristiano e comunista anziché fusione degli ideali di riformismo cattolico e socialista di cui l’Ulivo era permeato”.

Altro tema sul quale riflettere:”Dopo molti anni mi sono trovato a preparare, con alcune persone di qualità certo superiore alla mia, la base tecnico-programmatica per il big bang e ho partecipato, con convinzione e da quasi protagonista, alla Leopolda della “rottamazione”; per poche settimane ho creduto che Matteo Renzi avesse davvero la volontà di rilanciare un grande progetto riformista. Pippo Civati, un anno prima, si era reso conto che il percorso di Renzi era del tutto diverso ed aveva abbandonato, come nel mio piccolo ho fatto io l’anno dopo, il carro del vincitore. Quanto sta succedendo a Milano oggi, ed accaduto in Liguria per le elezioni regionali, dimostra che il PD ha una sola anima: quella della prevaricazione e della mistificazione. Mistificazione che peraltro Matteo Renzi applica sistematicamente per pubblicizzare la sua modestissima azione di governo e per sostenere riforme scandalose che se fossero state proposte da Berlusconi avrebbero portato alle barricate nelle strade e nelle piazze”.

La speranza di “Chicco” Garassini é che da “progressista spero davvero, con convinzione, che il PD perda le elezioni comunali a Milano così come ha perso le elezioni regionali in Liguria. E so che parrà una contraddizione il fatto che un progressista sostenga, da lontano, Corrado Passera che si propone di interpretare un nuovo modello di “destra” e che credo davvero, per le sue qualità umane e professionali, possa essere un buon sindaco di Milano. Non è una contraddizione; il progresso non è una prerogativa dell’una o dell’altra parte, non è di destra o sinistra. Il progressismo, il riformismo “vero” è nelle idee e nei valori che ognuno porta dentro di sè”, conclude l’ex numero di Palazzo Nervi.

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