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Savona ospita il “Dialogo interreligioso contro il terrorismo”

All'evento parteciperanno Hamza Piccardo, Ahmad Zahoor Zargar, don Giovanni Lupino, Ada Berta e Mimmo Lombezzi

A Savona islamici, cristiani e semplici cittadini si incontrano alla Libreria Ubik l’8 dicembre (giorno dell’inizio del Giubileo), alle 18, per un “Dialogo interreligioso contro il terrorismo”.

L’iniziativa sarà l’occasione per condannare il terrorismo dopo gli attacchi di Parigi, ma anche per riflettere, per riunirsi e per non indietreggiare di fronte alla paura. All’evento parteciperanno Hamza Piccardo, scrittore e responsabile di diverse associazioni musulmane in Italia, direttore Islam-online.it: Ahmad Zahoor Zargar, presidente della Comunità dei musulmani della Liguria, don Giovanni Lupino parroco di Lavagnola, Ada Berta della Presidenza Arci, che saranno moderati da Mimmo Lombezzi giornalista di “Terra!” (Rete 4).

Come afferma il Presidente della Comunità Musulmana Ligure Zargar: “I terroristi islamici sono criminali e basta. Noi siamo parte integrata della società italiana, ne rispettiamo le leggi, paghiamo le tasse e i nostri figli sono nati e cresciuti qua…”.

“I musulmani onesti denunciano l’abuso della nostra religione per la violenza, l’obiettivo dei terroristi è farci vivere nella paura. L’islamofobia crea tensione e invece avremmo bisogno di convivenza e dialogo. Assieme possiamo battere questo cancro dell’umanità” aggiunge Piccardo.

“Ma c’è anche un altro lato della medaglia – come ricorda Alessio Artico di Arci Savona -. Come dice anche Famiglia Cristiana: ‘da anni, ormai, si sa che cosa bisogna fare per fermare l’Isis e i suoi complici. Ma non abbiamo fatto nulla, e sono arrivate, oltre alle stragi in Siria e Iraq, anche quelle dell’aereo russo, del mercato di Beirut e di Parigi. L’Isis è stato inizialmente armato, finanziato e organizzato dalle monarchie del Golfo (prima fra tutte l’Arabia Saudita) con la compiacenza degli Stati Uniti e la colpevole indifferenza dell’Europa…'”.

“Esprimiamo profonda solidarietà alle vittime e ai familiari dell’attacco terroristico di Parigi. Ci stringiamo a tutta la popolazione francese per il dolore e il lutto che hanno subito, ma non scordiamo l’angoscia in cui sono quotidianamente immersi popoli come quello siriano, iracheno o nigeriano. Condanniamo nel modo più netto e deciso la follia distruttiva della violenza e del terrore che attraversa il Mediterraneo, l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa. La guerra è dentro le nostre società. È dentro il nostro quotidiano. È dentro il nostro modello di sviluppo. La nostra società si arricchisce con la produzione di armi che servono per fare le guerre che poi condanniamo e che vorremmo reprimere con nuove armi e nuove guerre. Una spirale che va fermata e sostituita con una diversa idea di società e di convivenza universale, fondata sugli stessi valori che sono stati brutalmente attaccati in Francia: libertà, uguaglianza, fratellanza” dicono da Arci Savona.

“L’islamofobia rischia di diventare un sentimento diffuso e di alzare dentro le nostre società muri invalicabili, producendo discriminazioni e divisioni. Spingendo una parte della popolazione, soprattutto le giovani generazioni, a ricercare identità e appartenenza tracciando confini invalicabili tra differenze religiose e culturali concepite come inconciliabili tra loro. Abbiamo bisogno di fare società, tessere relazioni sociali, ricostruire spazi collettivi di confronto e di scambio culturale. Questo è il nostro impegno per ricordare il sacrificio di chi ha perso la vita e i propri affetti a causa delle guerre che non ha voluto e della follia che non ha potuto fermare. Per questi motivi collaboriamo all’organizzazione dell’evento” concludono dalla Presidenza di Arci Savona.

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