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Rodriquez, la Fiom mette alle strette le aziende: “Rispettare le intese o ridiscutere l’operazione”

Pasa: "Non possono pagare solo i lavoratori e il territorio pietrese il disimpegno dell'azienda"

Pietra Ligure. Pretendere il rispetto delle intese o rimettere in discussione l’intera operazione. Sono queste, secondo la Fiom-Cgil, le scelte di fronte alle parti coinvolte nel progetto per la riqualificazione degli ex cantieri Rodriquez di Pietra Ligure.

Secondo la sigla sindacale, la scelta è tanto più urgente in considerazione del fatto che “tra memo di una settima, cioè il 31 dicembre, i lavoratori dei cantieri navali di Pietra non avranno più un lavoro e quindi nessun sostegno al reddito. Questo perché l’impresa non ha intenzione di rispettare gli accordi sottoscritti nel 2007 e nel 2014 in cui garantiva occupazione e reddito. Garanzie necessarie per poter riqualificare l’intera area di circa 50 mila metri quadrati su cui oggi sorge il cantiere”.

L’attesa va vanti da un po’: “Dal 15 novembre scorso – spiega il segretario di Fiom Andrea Pasa – aspettiamo che la Regione convochi una riunione con tutti i soggetti interessati (Intermarine, Comune di Pietra, sindacato e società Pietra Srl) per la formulazione di una proposta finalizzata al mantenimento degli impegni che anche la Regione ha garantito con gli accordi. Dallo scorso 23 ottobre, giornata in cui l’impresa ha aperto la procedura per il licenziamento dei lavoratori , la Regione si è resa disponibile a garantire il rispetto delle intese senza riuscire ad avere una risposta positiva da Intermarine e soprattutto dalla società Pietra Srl, che attualmente ha in concessione le aree da riqualificare”.

Continua Pasa: “L’assessore regionale Berrino e il suo capo di gabinetto (che era presente nell’unico incontro in regione) hanno il dovere di ricercare entro il prossimo 31 dicembre una soluzione pretendendo il rispetto degli accordi da parte di Intermarine e Pietra Srl. La Regione non può obbligare nessuno a partecipare alle riunioni ma deve pretendere il rispetto delle intese. La politica e soprattutto gli amministratori hanno la responsabilità di ricercare soluzioni mettendo in campo proposte concrete a salvaguardia del territorio e dei cittadini che in questo territorio vivono, non e’ accettabile in questa vicenda come non lo sarà in altre vertenze la totale mancanza di soluzioni da parte di chi amministra il territorio, soprattutto quando si parla della sopravvivenza di intere famiglie”.

Secondo Pasa “c’è da fare una cosa molto semplice entro la prossima settimana: pretendere il rispetto delle intese o rimettere in discussione l’intera operazione. Non possono pagare solo i lavoratori e il territorio pietrese il disimpegno dell’azienda. Il 15 novembre la regione si era presa l’impegno di verificare possibili percorsi per traguardare il periodo della costruzione del nuovo cantiere e la verifica dei possibili ammortizzatori sociali da mettere in campo. Ad oggi nessuno ci ha contattato”.

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