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Regione: assente un consigliere, non passa il primo articolo della legge di stabilità

Paita: "Questa destra non è in grado di garantire la propria compattezza nemmeno in occasione di un voto importante"

Regione. Il consiglio regionale ha bocciato l’articolo 1 della legge di stabilità che fissa il livello massimo di indebitamento della Regione in 120 milioni di euro.

Il voto dell’articolo ha visto infatti 15 consiglieri favorevoli e 15 contrari, data l’assenza del capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Rosso che si è immediatamente scusato in aula con il presidente e la maggioranza spiegando che si trovava fuori dall’aula per salutare i suoi figli.

Il voto è arrivato infatti immediatamente dopo la sospensione del consiglio per il pranzo. Dopo una riunione di maggioranza, la decisione è stata quella di procedere con gli altri articoli.

“La maggioranza è andata sotto sull’articolo 1 sull’indebitamento, che è il presupposto di tutta la legge di stabilità della Regione”. A dirlo è la capogruppo del Partito democratico in Regione Liguria Raffaella Paita.

“Questa destra – continua l’esponente del Pd – non è in grado di garantire la propria compattezza nemmeno in occasione di un voto importante come questo. E quando i lavori dell’aula non vengono condotti in modo creativo, i nodi per la maggioranza vengono al pettine. Quando ho chiesto al governatore Toti che conseguenze avrà questa bocciatura, il presidente si è limitato a dire che non ne avrà alcuna. Ma stiamo parlando di un punto cardine per la legge di stabilità: anzi l’articolo 1 è il presupposto della legge stessa, visto che fissa l’indebitamento massimo consentito alla Regione. La maggioranza ha fatto l’ennesima brutta figura”.

“Una doccia fredda – dicono i portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria – che ha gettato nel panico una maggioranza in piena crisi di nervi. Le avvisaglie c’erano già state in mattinata, quando la maggioranza aveva rischiato di capitolare sul Defr con l’assenza in aula dei due leghisti Rixi e Piana. Allora erano venuti in soccorso i pompieri del Partito democratico, lasciando vuoti i propri banchi e salvando, di fatto, gli alleati del Nazareno da un clamoroso tonfo”.

“Questa volta la maggioranza ha fatto tutto da sola, segnando un autogol d’antologia. Che, se non comprometterà l’approvazione della legge, di sicuro dimostra tutta la superficialità e la faciloneria di una maggioranza risicata e pasticciona, in continua balia degli uffici regionali. Da cittadini, prima ancora che da consiglieri, siamo preoccupati per come Toti e i suoi interpretano il delicato ruolo di governo. Se non ci fosse da piangere – concludono -, ci sarebbe da ridere”.

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