Raddoppia l'antenna di Villa Paolina a Pietra, il Comitato sbotta: "Pronti al ricorso al Tar" - IVG.it
Salute a rischio

Raddoppia l’antenna di Villa Paolina a Pietra, il Comitato sbotta: “Pronti al ricorso al Tar” fotogallery video

Il Comune di Pietra Ligure, che deve ancora varare un piano antenne, deve ancora rilasciare l'autorizzazione. L'Arpal ha dato l'ok ai lavori, con limitazioni

Pietra Ligure. I timori del Comitato di Pietra Ligure si sono avverati e l’antenna telefonica installata sul tetto dell’albergo Villa Paolina, già al centro delle polemiche, raddoppia e in questi giorni sono iniziati i lavori: l’attuale antenna sarà sostituita da un impianto provvisoria, in attesa di innalzare da tre a sei metri la definitiva antenna che andrà ad ospitare non solo il segnale Vodafone ma anche quello della Telecom.

La conferma è arrivata in questi giorni prenatalizi, con i tecnici al lavoro e l’arrivo dei materiali: il Comune di Pietra Ligure e l’Arpal avevano ricevuto la richiesta di ampliamento dell’antenna lo scorso 4 novembre.

L’Arpal, pur dando un nulla osta all’intervento, ha evidenziato che entro i 90 metri dall’antenna ci sono almeno due posizioni critiche: edifici dove i livelli di emissioni sono vicinissimi al limite massimo consentito per legge. Uno di questi è l’edificio che ospita il Residence Mediterranee.

Il Comune non ha ancora espresso parere favorevole ma riteniamo lo farà prestissimo – affermano dal Comitato -. Se cosi effettivamente è, come Comitato facciamo solo presente che in molte altre realtà, dove le amministrazioni comunali sono più sensibili al tema della salute dei cittadini, come ad esempio Borgio Verezzi (che ha approvato un piano antenne e avviato uno studio condotto dal dott. Bonanni sui rischi di questo genere di installazioni a meno di 200 metri da case o abitazioni), ma anche in altri comuni del savonese e della Liguria sono stati approntati piani antenne e spesso sono stati richiesti pareri a medici autorevoli che hanno dato pareri negativi sottolineando la pericolosità delle emissioni per la salute pubblica”.

Pietra Ligure, nonostante i proclami via stampa a seguito dell’intervento del Comitato, non ha fatto nulla: né incontri con i cittadini, né piano antenne, né tanto meno ha informato i cittadini della nuova antenna. Sempre tutto di nascosto…”.

“A questo punto come Comitato stiamo valutando di fare ricorso al Tar, in via urgente, per bloccare i lavori e per chiedere al Tribunale amministrativo di valutare il corretto operato di Arpal e Comune di Pietra Ligure, su cui nutriamo qualche dubbio” aggiungono ancora il Comitato, che si è già rivolto ad uno studio legale genovese esperto in materia, proseguendo la sua battaglia iniziata con una petizione e raccolta firme (oltre 1.000 tra residenti della zona e attività limitrofe).

“Come Comitato ci chiediamo che fine abbiano fatto il piano antenne e la nostra proposta di mettere delle centraline Arpal per verificare le emissioni di onde elettromagnetiche in modo fisso e duraturo. Molti condomini avevano dato il loro assenso, anche Arpal è d’accordo, ma si attende ancora la richiesta formale del Comune? Come mai l’amministrazione comunale non l’ha fatta? Ci sono interessi diversi? L’amministrazione comunale ha deciso di rimangiarsi tutto?”.

“Già oggi ci sono dei tecnici al lavoro sull’Hotel Villa Paolina. Stanno sostituendo la ormai vecchia antenna con una provvisoria in attesa di mettere quella nuova e potenziata, ancora più alta. Un mostro a due passi dal mare…” conclude il Comitato pietrese.

A Borgio Verezzi il Comune e il Consiglio comunale hanno approvato il cosiddetto piano antenne, che prevede una organizzazione e distribuzione regolata degli impianti di tele radiocomunicazioni e aprendo un dialogo con le società di telefonia. L’amministrazione comunale di Borgio ha voluto accelerare anche per trovare una soluzione per l’antenna in località Crosa e le polemiche su un suo possibile spostamento. Tuttavia sulla collina verezzina gli impianti proliferano e, al di là dei controlli sul rispetto delle norme e dei limiti di inquinamento elettromagnetico, il sindaco Renato Dacquino vuole mettere un “freno”, anche facendo leva sulla petizione lanciata dal dott. Bonanni su Change.org (che ha raccolto 1.814 firme): “E’ stato costituito un gruppo di lavoro permanente su questo tema e l’approvazione del piano antenne rappresenta un primo passo importante per una regolamentazione che sia a garanzia della salute dei cittadini: un orientamento con linee guida che tengono conto anche di aspetti naturalistici e paesistici”.

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