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Morte di Luisa Bonello, il pm chiede il rinvio a giudizio per tre persone

L'ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, non avrebbero evitato il suicidio della donna

Savona. Inchiesta chiusa e tre richieste di rinvio a giudizio per la morte di Luisa Bonello avvenuta nel settembre dello scorso anno in un appartamento di via Genova a Savona. L’ipotesi di reato formulata dal pubblico ministero Giovanni Battista Ferro è quella di omicidio colposo.

A finire nei guai sono l’ispettore della polizia postale Alberto Bonvicini, quindi l’ex marito della donna Mauro Acquarone e il medico di famiglia Noemi Donati. Per il magistrato che ha indagato per 15 mesi sarebbero loro i responsabili della morte, cioè di non aver evitato il suicidio della donna evi- tandole di detenere armi.

Nonostante le riserve di Mauro Acquarone (diventato erede dopo il dissequestro del testamento proprio in considerazione dell’ipotesi suicidiaria) e Francesco Zanardi, la procura va dritta sulla propria strada e conferma la tesi che la Bonello si è sparata un colpo in bocca “e tutti gli elementi coincidono con questa ipotesi” confermano al sesto piano del palazzo di giustizia.
Il prossimo mese di febbraio, nel frattempo, è previsto l’incidente probatorio per Bonvicini nell’inchiesta per presunta circonvenzione d’incapace e violenza sessuale.

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