Ad albenga

Lavoro nero ed evasione fiscale, Ingaunia Multiservizi nei guai: per la Finanza era una “finta” coop

Secondo le Fiamme Gialle la cooperativa sociale mascherava una fiorente attività imprenditoriale: 136 i lavoratori in nero, stipendi "fuori busta" per 125.000 euro

Auto guardia di finanza fiamme gialle
Foto d'archivio

Albenga. Lavoratori “in nero”, parti di stipendi “fuori busta”, concorrenza sleale nei confronti delle altre aziende, “soci lavoratori” che in realtà erano semplici dipendenti. Queste le accuse mosse dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Albenga alla Ingaunia Multiservizi, operante in vari settori tra cui, ad esempio, servizi di bagnini, guardiania notturna, servizi di pulizia e giardinaggio, anche presso Enti pubblici e ospedalieri: secondo le Fiamme Gialle.

I due amministratori, residenti ad Albenga, avrebbero secondo gli investigatori mascherato l’esercizio di una fiorente attività imprenditoriale nella forma giuridica di cooperativa sociale, con lo scopo di ottenerne vantaggi economici, tra cui agevolazioni fiscali e contributive, con ciò “falsando” la concorrenza con altri soggetti giuridici locali che operano, negli stessi settori, con le forme commerciali e d’impresa, pertanto non usufruendo di analoghe agevolazioni.

L’attività delle Fiamme Gialle è cominciata con l’accesso presso la sede sociale nel centro storico ingauno ove sono stati sentite numerosissime persone, tra cui alcuni soggetti che risultavano essere iscritti nei libri sociali con la qualifica di “soci lavoratori” ed altri che, a vario titolo, erano in contatto con la cooperativa.

Successivamente, le indagini si sono sviluppate attraverso l’esame della documentazione amministrativo/contabile acquisita e l’esame di numerosi conti correnti bancari su cui transitavano i flussi finanziari della cooperativa e sono state focalizzate, principalmente, sulla verifica del possesso da parte dell’ente di tutti i requisiti necessari, al fine di attuare le finalità sociali previste dalle normative di riferimento.

Durante tutte le fasi dell’accertamento, i finanzieri avrebbero appurato che i “soci lavoratori” rivestivano solo formalmente tale qualifica. Di fatto, secondo le Fiamme Gialle, altro non erano che normali lavoratori dipendenti, molti dei quali pagati con somme di denaro “in nero”.

La Guardia di Finanza di Albenga ha proceduto a ricostruire il reale volume d’affari conseguito attraverso l’attività imprenditoriale, constatando una base imponibile netta, non dichiarata, ai fini delle imposte dirette ed indirette, pari a circa € 388.000. In questa fase sarebbe anche emerso che, al fine di “abbattere” l’utile e far figurare una situazione economico/patrimoniale difforme rispetto a quella effettiva, alcuni costi contabilizzati sarebbero stati coperti da fatture false.

Le condotte degli amministratori della cooperativa sono adesso al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che valuterà eventuali responsabilità penali per reati di frode fiscale, attinenti l’utilizzo e l’emissione di fatture false, nonché l’eventuale truffa aggravata ai danni dell’INPS per le significative agevolazioni contributive e fiscali ottenute (secondo quanto ricostruito dalla Finanza si tratta di circa 80.000 euro di contributi “risparmiati” in 3 anni).

La verifica della corretta applicazione della normativa sul lavoro, ha condotto alla scoperta di ben 136 lavoratori in nero e/o irregolari nonché alla constatazione di circa 125.000 euro di stipendi corrisposti “fuori busta” a fronte dei quali sono state comminate sanzioni fino ad un massimo di 450.000 euro.

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