Celebrazione

L’attualità di Dante settecento anni dopo: conferenza-concerto al Liceo Chiabrera

Savona. La modernità di Dante è stata al centro della conferenza-concerto che il Liceo Chiabrera-Martini di Savona ha dedicato al padre della lingua italiana, unendosi alle celebrazioni in tutta Italia a 750 anni dalla sua nascita (1265), inaugurate dal Senato della Repubblica lo scorso 4 maggio.

Il preside del Liceo Chiabrera-Martini, Alfonso Gargano, che ha accolto nell’aula magna del plesso del liceo artistico gli alunni delle classi scelte in rappresentanza del terzo anno, ha aperto con una riflessione: “Mi ha sempre colpito come nella lettura di Dante avvenga sempre qualcosa di molto coinvolgente, al di là di quale che sia il grado di comprensione dei significati o dei riferimenti stratificati nel tempo presenti nel testo, si ha la netta percezione della realtà che si manifesta con un’incredibile forza visiva. Un’esperienza senza precedenti che si rinnova ogni volta”.

L’evento, organizzato da Pier Luigi Ferro, docente di Italiano del Liceo Chiabrera-Martini, è stato caratterizzato dalla conferenza di Francesco De Nicola, professore di Letteratura italiana all’Università di Genova, intervallata dalle rappresentazioni musicali del gruppo “Pro Musica Antiqua” e dalle letture de “I Coribanti” del Liceo Chiabrera-Martini, espressione dell’attività teatrale del Liceo che proprio quest’anno festeggia i 25 anni dalla nascita (1989).

Il professore De Nicola ha spiegato agli alunni come Dante non è stato sempre amato come adesso, epoca in cui le letture di Benigni sono affollate di pubblico e i versi della Divina Commedia si ritrovano persino nelle canzoni di musica leggera. Perché succede? “Perché Dante potrebbe essere un protagonista del nostro tempo. Egli, che visse il primo Giubileo organizzato da Bonifacio VIII (1300), fu un grande oppositore del potere temporale. Nella sua opera sono condannati i “sùbiti guadagni” e gli usurai sono collocati all’Inferno. Il grande poeta insegna che l’uomo migliora la propria condizione solo con il proprio lavoro, lezione che vale ancora oggi in cui si lotta contro la corruzione nella Pubblica amministrazione e il malaffare. Egli, che vive la trasformazione di Firenze in una realtà nelle mani di pochi ricchi e delle banche, assiste al tramonto dell’Etica, del Bene comune e, di conseguenza, si preoccupa di individuare degli uomini esemplari e di esaltarne gli alti valori”.

Perché l’esperienza travolgente ogni volta che si legge Dante? Il professore De Nicola, a conclusione della conferenza-concerto, ha voluto richiamare la riflessione iniziale del preside Gargano: “Dante usa le parole ornate, dietro le quali c’è passione, forza e convinzione. Egli ci parla con i suoi versi, perché comunica sentimenti e valori che valgono ancora oggi”.

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