Identificato grazie alla sua auto l'uomo trovato senza vita in mare a Bergeggi: è un 60enne milanese - IVG.it
Mistero risolto

Identificato grazie alla sua auto l’uomo trovato senza vita in mare a Bergeggi: è un 60enne milanese fotogallery

I carabinieri grazie agli accertamenti su una vettura trovata a Spotorno sono risaliti al suo nome: il suicidio l'ipotesi più accreditata

Bergeggi. Non è più senza identità l’uomo ritrovato senza vita in mare lo scorso 11 dicembre a Punta Maiolo, poco distante dall’isola di Bergeggi. Nel pomeriggio di ieri i carabinieri sono infatti riusciti ad identificarlo: si tratta di un sessantenne, Umberto Lin Chen, venditore ambulante in pensione e residente a Paderno Dugnano (in provincia di Milano).

I militari sono riusciti a risalire alla sua identità (che ieri è stata confermata dai parenti dell’uomo arrivati in caserma a Savona) grazie alla sua automobile. Gli investigatori, che nell’ultima settimana non avevano mai smesso di cercare, nel corso degli accertamenti avevano infatti trovato una vettura a Spotorno che da giorni era parcheggiata nello stesso posto. Dalle verifiche sull’intestatario dell’auto è emerso il nome di U.L. e a quel punto tutti i tasselli del giallo sono andati a posto.

I carabinieri hanno scoperto che l’uomo era caduto in depresssione per alcuni problemi economici e ormai da anni viveva isolato dai suoi cari con i quali aveva avuto alcune discussioni (da un anno non aveva contatti con la moglie e da tre con il figlio).

Secondo l’ipotesi degli inquirenti è probabile che il sessantenne abbia quindi scelto di togliersi la vita lasciandosi cadere in mare dalle alte scogliere della zona di Bergeggi dove poi è stato ritrovato senza vita. Tra l’altro la scelta del luogo non sarebbe stata casuale: proprio quella di Bergeggi infatti era la spiaggia che l’uomo frequentava da ragazzo con la moglie.

Insomma, dopo aver risolto il mistero dell’identità, anche l’indagine sulla morte dell’uomo sembra destinata a chiudersi senza nessun giallo. L’ipotesi del gesto volontario, che fin dall’inizio era stata presa in considerazione, sembra la più accreditata.

L’autopsia aveva stabilito che l’uomo non è morto annegato, ma per il forte trauma all’altezza dello sterno probabilmente causato dall’impatto violento “di pancia” contro l’acqua.

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