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Giornata contro il razzismo e i diritti dei migranti, Arci Savona: “Solidarietà e non emergenza…”

Savona. Il 18 dicembre è la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati, decisa al Forum mondiale delle migrazioni realizzato a Dakar, in Senegal, e a cui parteciparono associazioni di migranti e organizzazioni che si battono per i loro diritti provenienti da tutto il mondo.

“Come Arci Savona, in occasione di questa giornata di azione mondiale, abbiamo pensato di pubblicare sulla nostra pagina Facebook una breve mostra di immagini pubblicitarie antirazziste o collegate ad eventi per i diritti dei migranti realizzate negli ultimi anni. Tutto questo con un’unica parola d’ordine comune a tutte le organizzazioni europee che oggi si mobilitano: state of solidarity, stato di solidarietà e non di emergenza!” afferma Alessio Artico, Presidente di Arci Savona.

La data della giornata non è stata scelta a caso, il 18 dicembre del 1990, infatti, le Nazioni unite adottarono la Convenzione per i diritti dei lavoratori migranti e le loro famiglie. “Troppi sono ancora gli episodi di razzismo e di discriminazione anche a livello istituzionale. Come altro definire, infatti, la scelta di erigere muri e barriere di filo spinato nel cuore del nostro continente per fermare rifugiati e migranti? O la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea contro l’Italia accusata di non fare abbastanza per costringere alla registrazione chi arriva nel nostro paese, con l’invito esplicito a fare uso della forza pur di ottenere questo obiettivo”.

“Intanto negli occhi abbiamo ancora le immagini dei profughi – e fra loro tanti bambini – morti in mare o nel tentativo di superare la barriere alle frontiere. Si lavora all’apertura di hotspot, dove i nuovi arrivati dovrebbero essere registrati e divisi tra richiedenti asilo e migranti economici, questi ultimi da rispedire nel paese di provenienza, mentre non si investe per migliorare un sistema d’accoglienza spesso indegno di un paese civile. E dopo gli atti terroristici che hanno colpito l’Europa, le inasprite politiche di sicurezza andranno a colpire in primo luogo proprio chi, rischiando la vita, tenta di raggiungere il nostro continente per chiedere protezione da violenze e persecuzioni”.

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