Bitume, a Savona consiglio comunale unito: mozione per chiedere lo stop al ministero - IVG.it
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Bitume, a Savona consiglio comunale unito: mozione per chiedere lo stop al ministero

Documento unico, raggiunto l'accordo tra i vari schieramenti dopo lunghe trattative: "Segnale importante"

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Savona. Una mozione unica, da parte di tutto il consiglio comunale, che impegna il sindaco di Savona Federico Berruti e la sua giunta a chiedere al Ministero di fermare il bitume. Questo il documento scaturito dal lungo consiglio comunale di oggi, dopo trattative e discussioni tra i vari schieramenti volte proprio ad elaborare un documento che potesse soddisfare tutte le parti.

Un risultato salutato dai capigruppo con favore, frutto però come detto di lunghe discussioni e qualche mal di pancia. La mozione presentata in origine da Giampiero Aschiero, Daniela Pongiglione e Carlo Frumento era già stata, a poche ore dal consiglio, implementata e ampliata comprendendo tutta la maggioranza e buona parte della minoranza. Restava fuori, però, il Movimento 5 Stelle, che aveva deciso a quel punto di presentare una propria mozione separata perché insoddisfatto di alcune parti di quella “principale”.

Due, in particolare, i punti contestati: il primo riguardava un “positivo apprezzamento” espresso nei confronti dell’operato del Settore Pianificazione Territoriale la cui dirigente, l’architetto Giovanna Macario, è al contrario finita nell’occhio del ciclone. La sua colpa, secondo i pentastellati, sarebbe quella di non aver vigilato a dovere sulla pratica non accorgendosi così di quanto stava accadendo, ossia l’approvazione del deposito di bitume in conferenza dei servizi (i 5 Stelle sembrano addirittura intenzionati a chiedere di valutare un risarcimento in qualche modo, magari con la revoca del premio di produzione conferito alla Macario per quell’anno).

Il secondo punto, più sostanziale, riguardava invece l’impegno di sindaco e giunta. Il documento originale prevedeva come interlocutori Regione e Ministero dello Sviluppo Economico, a cui si chiedeva di “non procedere” e (nel caso del MiSE) di indire una nuova Conferenza dei Servizi “per meglio valutare i ravvisati rilevanti profili di contrasto con i vigenti strumenti urbanistici e la mancata previa valutazione delle emissioni in atmosfera”. Uno scenario contestato dai “grillini”: la Regione, infatti, non ha più alcun potere decisionale, e l’unica speranza di stop viene proprio dal MiSE, che dovrebbe decidere in autotutela di resettare tutto (ma non ha alcun obbligo di farlo).

Fin da subito il consigliere Livio Bracco ha chiesto una sospensione del consiglio per tentare, in una riunione dei capigruppo, di raggiungere un’intesa per presentare un documento unico: una richiesta accolta dalla portavoce M5S Milena De Benedetti ma non da Federico Larosa (PD), costringendo prima il presidente del consiglio Giuseppe Casalinuovo a mettere ai voti la proposta e successivamente, di fronte a una nuova parità (9 favorevoli, 9 contrari e 3 astenuti) ad agire d’autorità concedendo la sospensione.

Una scelta che ha dato i suoi frutti: il lungo vertice durato tre quarti d’ora ha portato a un documento unitario, con l’accoglimento di alcune richieste del M5S. Mozione approvata all’unanimità e soddisfazione da parte dei capigruppo, che lo hanno salutato come “un importante segnale di unità”: ora starà al sindaco muovere i prossimi passi. Sempre che serva a qualcosa: le voci che giungono dal Ministero, a questo proposito, sono tutt’altro che rassicuranti.

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