Del v secolo

Albenga, l’Istituto Studi Liguri brinda al 2016 ricordando l’epigrafe romana del generale Costanzo

albenga terme romane

Albenga. Mercoledì 30 dicembre alle ore 16,30, presso palazzo Peloso Cepolla ad Albenga, il prof. Giovanni Mennella dell’Università di Genova parlerà della più notevole testimonianza epigrafica romana di Albenga. Si tratta di un evento particolarmente importante, che è stato organizzato in occasione dello scambio degli auguri di fine anno tra l’Istituto, le Autorità e la cittadinanza.

Albenga detiene un primato anche per quanto riguarda le sue epigrafi, sia romane sia medievali; ed è probabilmente l’unica città in Italia a conservare una così splendida attestazione, non tanto della sua nascita – avvenuta alcuni secoli prima e datata dagli scavi intorno al 90 a.C. – ma della sua rinascita, che risale agli anni, all’inizio del V secolo d.C., in cui il generale Costanzo, genero dell’imperatore (ne aveva sposato la figlia, la ben nota Galla Placidia) riorganizza le nostre regioni e ricostruisce Albenga con il ruolo di centro e caposaldo della Riviera di ponente.

La città vuole che questo evento sia ricordato nei secoli e fa apporre, probabilmente su una delle porte delle mura, la testimonianza in marmo della grandiosa ricostruzione, celebrando la propria importanza: parla in prima persona, come urbs si rivolge direttamente a Costanzo – il suo nome è la prima parola dell’epigrafe – ed elenca le opere del generale nei confronti di Albingaunum.

Ma l’iscrizione riveste un valore straordinario anche perché è redatta in versi, negli eleganti distici elegiaci tipici della raffinata cultura tardo-imperiale; ritrovamenti e importanti studi dei decenni scorsi hanno permesso di attribuirla a un poeta ben noto, Rutilio Namaziano, che era amico di Costanzo e che probabilmente era presente, testimone appunto della ricostruzione cittadina.

Ritrovata nel Cinquecento, è stata poco dopo sistemata da Alessandro Costa, uno dei colti cittadini, nel suo palazzo di piazza dei Leoni oggi residenza vescovile; l’epigrafe costituisce, come detto, uno dei maggiori cimeli che attestano l’importanza storica e civile della nostra città.

Dopo la conferenza, si avrà come ogni anno l’incontro dei soci dell’Istituto con le autorità, le altre Associazioni e la cittadinanza, con un brindisi, nel tradizionale clima festoso degli auguri di fine anno.

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