Stavolta i fucili non c'entrano, biancone ucciso dai parassiti - IVG.it
Soccorso inutile

Stavolta i fucili non c’entrano, biancone ucciso dai parassiti

L'animale è stato soccorso dall'Enpa ad Albisola

biancone

Albisola S. Questa volta ad uccidere un maestoso biancone, una grande aquila, non è stata la fucilata di un bracconiere, ma centinaia di microscopici “trematodi”, ovvero dei vermi. A spiegarlo sono i volontari della Protezione Animali Savonese che lo hanno recuperato in gravi condizioni sulle alture di Albisola Capo.

“Siamo corsi a Genova presso uno studio veterinario specializzato. Il biancone è stato visitato e le analisi delle feci hanno accertato la presenza dei vermi nell’intestino. Quindi è stato somministrato l’antiparassitario sperando di essere arrivati in tempo. Ma così non è stato perché, malgrado le cure prestategli ed ormai incapace di deglutire il cibo speciale somministratogli, è morto nella notte” spiegano dall’associazione animalista.

“Un altro esemplare in difficoltà è stato segnalato ai bordi dell’autostrada tra Cogoleto ed Arenzano e sono in corso le ricerche da parte della Polizia Stradale” aggiungono dall’Enpa.

“Il biancone appartiene alla famiglia delle aquile e raggiunge i due chili di peso e un metro e ottanta centimetri di apertura alare, trascorre l’inverno nell’Africa subtropicale e arriva in Italia a marzo, nidificando in Abruzzo, Maremma e Appennino ligure, per poi migrare in autunno; la popolazione italiana è stimata tra 200-400 coppie ed è tra le specie minacciate di estinzione nell’elenco dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), anche per il basso tasso riproduttivo, una maturità sessuale ritardata, una bassa densità di popolazione e soprattutto per l’estrema specializzazione alimentare (si nutre di serpenti colubridi e raramente piccoli mammiferi e uccelli)” spiegano i volontari dell’associazione.

“La provincia di Savona è una rotta fondamentale di passaggio di questi animali, che a centinaia ogni anno sorvolano sia il corridoio albenganese/finalese che il massiccio del Beigua, dove vengono osservati da centinaia di birdwatchers in una giornata organizzata dalla direzione del Parco; i volontari dell’ENPA ne hanno raccolti diversi in questi anni, feriti o malati, proprio lungo i due corridoi, riuscendo a salvarne, riabilitarne e liberarne buona parte; un’attività importantissima per la fauna selvatica che da anni conduce senza aiuti da parte della Regione Liguria, cui spetta per legge” concludono dall’Enpa.

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