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Sequestro ex cave Fazzari, il sindaco di Borghetto: “Nessun pericolo per la salute”

Lo ha detto nel corso del consiglio comunale tenutosi ieri sera

Borghetto Santo Spirito. “L’allarme va fatto rientrare. Non c’è pericolo per la salute”. E’ questa la rassicurazione arrivata nel corso del consiglio comunale tenutosi ieri sera a Borghetto dal sindaco Giovanni Gandolfo a proposito del presunto inquinamento di un’area delle ex cave Fazzari.

Nelle scorse settimane i militari hanno effettuato un sopralluogo per accertare la presenza o meno di sostanze tossiche e per verificare un presunto sversamento nel terreno di oli e carburante da una cisterna e da diversi fusti nell’area non ancora bonificata e che era stata espropriata dal Comune. I controlli hanno evidenziato la presenza di sostanze inquinanti nonostante ci fosse un intervento di ripulitura in corso. Il primo cittadino Gianni Gandolfo ha anche ricevuto un avviso di garanzia.

A seguito delle richieste ufficiali di chiarimenti presentate dalla minoranza comunale e dagli ambientalisti (nonché quelle assai più informali avanzate da tanti semplici cittadini) ieri sera il primo cittadino ha voluto relazionare il parlamentino locale a proposito del reale stato delle cose.

“La zona – ha spiegato Gandolfo – è stata bonificata anni fa per permettere la realizzazione del depuratore consortile. Alcune aree sottoposte a suo tempo a sequestro sono state cedute al Comune. Tra queste, c’è la quella finita nel mirino dei carabinieri. In questo punto si trovano alcuni fusti, una cisterna di idrocarburi e alcune tettoie in eternit. Per quanto riguarda le lastre, sono realizzate per l’80 per cento in cemento e per il 20 per cento in amianto inglobato nel cemento. Non essendo ‘in fiocchi’, salvo un rapido e improvviso deterioramento del materiale queste non dovrebbero rappresentare una fonte di inquinamento. La cisterna, invece, è ormai vuota. Sul fondo resta solo una parte di residuo di combustibile che si è riversata sul terreno. Gli altri fusti, invece, contengono solo una parte di residui mischiata ad acqua“.

Sequestro ex cave fazzari Borghetto

Tutti questi elementi, come detto, non costituiscono un pericolo per la salute: “Abbiamo chiesto analisi specifiche ad Arpal, che ha escluso la presenza di contaminazioni – ha precisato Gandolfo – L’area, comunque, è recintata e lontano dalle case e non accessibile. La situazione, comunque, è costantemente monitorata dai nostri uffici”.

I quali si sono attivati non appena le autorità hanno riscontrato la presenza di anomalie sospette, così come spiegato da Gandolfo al consigliere di minoranza del Pdl Bruno Angelucci che ha chiesto ragguagli circa i tempi della vicenda: “L’Asl ha inserito gli elementi di criticità in un verbale datato 30 aprile e redatto a seguito di sopralluogo. Il 4 giugno ho emesso un’ordinanza per l’espletamento di una gara per individuare la ditta che avrebbe dovuto effettuare l’operazione di messa in sicurezza. L’intervento è quindi in carico ad un soggetto che effettuerà la bonifica. La procura della Repubblica sta indagando sull’operato dell’ufficio tecnico. Ma noi spiegheremo che tutto è stato fatto seguendo le norme e le responsabilità“.

Borghetto Consiglio Comunale

Dal canto suo, il capogruppo della lista civica “Lega per Borghetto” Pier Paolo Villa ha sottolineato: “Il sindaco ha più volte ribadito come le notizie uscite sui media non siano state riportate in modo del tutto preciso e dettagliato. Per questo riteniamo a maggior ragione che sarebbe stato doveroso condividere queste informazioni con i consiglieri di minoranza, che sono i rappresentanti di una parte importante della popolazione. E magari in un secondo momento sarebbe stato anche opportuno contattare chi ha diffuso per primo queste notizie precisando quanto necessario”.

Al consiglio ha partecipato anche Francesco Zanardi, portavoce della “Rete L’Abuso” e assai vicino alla “Casa della Legalità”, da sempre molto sensibile nei confronti delle vicende riguardanti le ex cave.

La riunione aveva 12 punti all’ordine del giorno: di questi, uno era una mera presa d’atto (l’accettazione dei verbali della precedente seduta consiliare) e un altro un “doppione” (cioè la relazione del sindaco a proposito del caso delle ex cave). Dei dieci punti “validi”, quattro non sono stati discussi a causa del mancato invio della documentazione ai consiglieri di minoranza o di “imprecisioni” nella documentazione.

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