Savona, Pongiglione contesta il monitoraggio dell'aria in porto: "Costa come Volkswagen" - IVG.it
Dati diversi

Savona, Pongiglione contesta il monitoraggio dell’aria in porto: “Costa come Volkswagen”

Costa Allegra in porto a Savona

Savona. “Dalle dichiarazioni del Presidente dell’Autorità portuale ing. Miazza apprendiamo che i risultati relativi alle emissioni delle navi in porto sarebbero “più che rassicuranti e dentro i limiti di legge”. Dato che, inspiegabilmente, i dati non verranno comunicati alla città prima della metà di dicembre, riteniamo doveroso ribadire ancora una volta alcune considerazioni”. Inizia così il comunicato stampa con cui Daniela Pongiglione, di Noi per Savona – Verdi, commenta le dichiarazioni di Miazza sul monitoraggio dell’aria in porto effettuato da SIGE per conto di Costa.

“I dati relativi all’inquinamento (2011) nel porto di Savona, elaborati da Techne per Regione Liguria, sono in contrasto con le odierne dichiarazioni tranquillizzanti – dichiara Pongiglione – Infatti da quei rilevamenti risulta che il porto di Savona è il secondo porto più inquinato della Liguria, con rilevanti scoramenti. Sul monitoraggio effettuato da SIGE emergono alcune criticità. Primo, i controlli, per avere valore, devono essere commissionati da ente terzo; secondo, le rilevazioni sono state effettuate nei mesi estivi, quando gli attracchi delle navi in porto sono meno frequenti (non è importante l’assenza di riscaldamenti domestici, perché chi fa il monitoraggio è perfettamente in grado di distinguere le fonti inquinanti); terzo, le centraline SIGE sono sopra vento”.

Al di là del problema olfattivo (rilevato sensibilmente da molti cittadini) – prosegue Pongiglione – la presenza di sostanze inquinanti e, in particolare delle polveri sottili e ultra fini, prodotte dai motori diesel è considerata sicuramente cancerogena dall’OMS che non pone, per questi inquinanti, soglie di sicurezza. E anche il rispetto dei paramentri di legge non tutela i Cittadini, perché gli inquinanti maggiormente pericolosi, le PM ultra fini, non sono prese in considerazione dai monitoraggi”.

“Princesse Cruise, Gruppo Carnival, ha la stragrande maggioranza di navi equipaggiate per ricevere energia elettrica dalle banchine – ricorda la consigliera comunale – La Società Costa è anch’essa parte del Gruppo Carnival e perciò presumiamo che avrebbe tutto l’interesse a trovare banchine elettrificate anche a Savona. Riteniamo inoltre che i Cittadini abbiano diritto a un’informazione precisa e tempestiva, dal momento che si parla della salute pubblica. Se tutto il mondo è ancora indignato per lo scandalo delle emissioni Volkswagen, cosa dovremmo dire a Savona?”.

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