Scintille

Savona, oggi in consiglio il “caso” del bando per la gestione del Museo Archeologico

Il Movimento 5 Stelle chiede l'annullamento del bando, al centro di alcune contestazioni

Municipio Savona

Savona. Verrà discussa oggi in consiglio comunale la richiesta del Movimento 5 Stelle di annullamento in autotutela del bando di gara indetto dal Comune per la gestione del museo archeologico di Savona: un bando contestato da più parti per via di presunti errori ed omissioni, che ora finisce per diventare un “caso” politico.

Un bando da 2 anni e 200.000 euro che, spiegano le minoranze, avrebbe dovuto essere redatto coinvolgendo la Consulta per il Priamar nonché la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria mentre, sostengono, tutto questo non è avvenuto: il tema è esploso nella Terza Commissione lo scorso 15 ottobre, e verrà portato oggi in consiglio dalla mozione del M5S, a firma Milena Debenedetti e Andrea Delfino.

A dimostrare le carenze del bando sarebbe proprio la lettera inviata dalla Soprintendenza al Comune, nella quale si intima di rifare il bando rimediando alle omissioni. I toni sono certamente duri:

“Questa Soprintendenza ha avuto modo di visionare il bando di gara in oggetto, inspiegabilmente non ricevuto preventivamente come di norma […]
Con la presente la Scrivente intende esprimere la propria preoccupazione per la mancanza in detto bando di qualsiasi riferimento normativo agli obblighi di tutela e conservazione, integrità e sicurezza per quanto riguarda le collezioni archeologiche statali che il futuro nuovo gestore dovrà garantire. Si rammenta, infatti, che l’importante patrimonio archeologico […] è di proprietà statale (nella lettera è in grassetto e sottolineato, ndr).
Si chiede pertanto una modifica e integrazione del bando che recepisca le osservazioni sopra esposte […]”.

Alle presunte carenze del bando ha replicato la dirigente del settore Cultura, Marta Sperati, che in una lettera di risposta alla Soprintendenza ha spiegato le sue ragioni e ne ha sottolineato i punti di forza (ad esempio il criterio di scelta fondato al 70% sulla qualità e soltanto al 30% sull’offerta economica, proprio al fine di valorizzare gli aspetti culturali e tecnici). La dirigente nella sua lettera propone quindi alla Soprintendenza di ottemperare alle richieste con alcune integrazioni sul sito web del Comune. Una procedura più snella rispetto ad annullare il bando e indirne uno ex novo (cosa che ovviamente avrebbe comportato un iter burocratico ed il conseguente allungamento dei tempi). Nonché una soluzione evidentemente prospettata dalla stessa Soprintendenza, che nella sua lettera chiede appunto una “modifica e integrazione del bando”.

Una scelta che però è finita a sua volta nel ciclone perché, si vocifera dalle parti dei 5 Stelle, metterebbe fortemente a rischio l’amministrazione: trattandosi del bando originale modificato in corsa, qualsiasi soggetto non abbia partecipato perché convinto di non avere i requisiti (o, al contrario, iscritto perché convinto di averli) potrebbe secondo i “grillini” fare ricorso al termine dell’iter. Scatenando la solita commedia italiana di carte, ritardi e pasticci. Da qui la lettera con cui i pentastellati chiederanno l’annullamento in autotutela. Ma il rischio, secondo l’assessore Elisa Di Padova, non esiste: “In realtà le precisazioni inserite sul sito non cambiano la sostanza del bando, né i requisiti per accedere: sono stati inseriti semplici riferimenti ad alcune norme specifiche, per una maggiore chiarezza”. La questione come detto sarà al centro del consiglio comunale di oggi: le scintille sono assicurate.

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