IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Racket delle rose, sfruttavano e minacciavano i connazionali: 4 bengalesi in manette

Le vittime erano costrette a vendere rose per pochi euro e a versare l'intero incasso ai loro aguzzini

Savona. Gestivano un vero e proprio racket dei quali erano vittime i loro stessi connazionali, che erano costretti a vendere rose per pochi euro e a versare l’intero incasso ai loro aguzzini. Ma una delle vittime ha trovato il coraggio di denunciare tutto alla polizia mettendo fine all’incubo.

Gli agenti della Polizia di Stato della questura di Savona hanno sgominato banda di bengalesi che gestiva il racket della vendita delle rose. A finire in manette sono Howlander Kuddos, 41 anni residente in via Torino, Jamal Mohammad, 35enne suo coinquilino, e due fratelli Salim di 33 anni, e Sapon Md di 22 anni. Tutti e quattro devono rispondere dell’accusa di tentata estorsione in concorso.

Secondo quanto accertato, i quattro acquistavano i mazzi di rose (da 30 pezzi ciascuno) da un grossista di Arma di Taggia al costo di 10 euro al mazzo. Questi, poi, costringevano i loro connazionali a rivenderli per loro conto. Ogni venditore era obbligato a versare loro i 10 euro del mazzo e altri 20 euro al giorno indipendentemente dal fatto che fossero riusciti a piazzare tutti i fiori. Tenendo conto che ogni rosa veniva ceduta al costo minimo di un euro l’una, tali cifre lasciano nelle tasche dei venditori ben pochi spiccioli.

I membri della banda, tuttavia, non si limitavano a imporre ai loro connazionali il commercio dei fiori, ma offrivano loro anche la possibilità di prendere in affitto un posto letto in uno degli appartamenti di loro proprietà e situati in via Torino, via Montenotte o via Pia al costo di 150 euro al mese.

Le indagini della polizia sono iniziate il 23 agosto scorso, quando un bengalese che faceva parte dei “dipendenti” della banda è stato fermato in piazza del Popolo a Savona da Kuddos e Mohammad. Il bengalese stava cercando di sottrarsi alla morsa dei quattro malviventi e, di nascosto da loro, aveva messo da parte circa mille e 200 che quella sera stava proprio per spedire ai parenti nel suo paese d’origine.

Inizialmente il bengalese ha cercato di resistere alle minacce dei suoi aguzzini. Per tutta risposta Kuddos ha estratto un coltello a serramanico e lo ha puntato alla gola del bengalese. A questo punto è scattata la violenza: i due membri della banda hanno preso a calci e pugni il povero asiatico e gli hanno sottratto il denaro. Dopodiché si sono allontanati. A questo punto il bengalese è tornato a casa. Ma quando ha saputo che la banda lo stava cercando nuovamente, si è allontanato ed è andato a denunciare i fatti alla polizia, che ha cominciato ad indagare.

Nel frattempo il bangalese ha continuato a ricevere minacce di morte (spesso avanzate da persone “mandate” dai membri della banda) volte a farlo desistere dal suo desiderio di uscire dal giro. Il 22 settembre, però, ecco il nuovo tentativo di estorsione. Questa volta a fermare l’uomo in piazza Giulio II sono stati i due fratelli Md, che ancora una volta hanno cercato di portargli via il denaro faticosamente accumulato negli ultimi mesi. Trovandosi circondato, l’uomo ha deciso di rivolgersi agli agenti a bordo di una volta che stava passando in zona in quel preciso momento.

A seguito di questa nuova denuncia, il Pm Daniela Pischetola ha fatto partire gli ordini di custodia cautelare per i quattro membri della banda. Questi sono stati firmati dal Gip Filippo Maffeo ieri e oggi sono scattate le manette. Oltre che di tentata estorsione, Kuddos e Mohammad devono rispondere anche di rapina.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.