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Piscine comunali a Savona, Arecco (Lega): “Gestione senza logica economica”

Savona. Sulla gestione della piscine comunali a Savona le parole fornite dall’assessore comunale Luca Martino non hanno convinto il consigliere di minoranza Massimo Arecco: “In primo luogo, in merito alla domanda relativa all’orario di apertura al pubblico per la libera balneazione nella vecchia piscina di Piazzale Eroi dei due Mondi, l’assessore afferma che l’attività agonistica occupa sempre meno del 50% delle ore d’acqua disponibili. Riteniamo che tale riferimento non sia sufficiente, in quanto viene da domandarsi se le altre attività svolte, quali quelle dei corsi a pagamento, siano comprese, o meno, nel computo fornito. La precisazione non è marginale, in quanto confermerebbe, la validità iniziale posta con l’interpellanza, cioè se sussista la reale necessità di costruire il secondo lotto della piscina con denaro pubblico, in relazione al reale utilizzo pubblico della struttura”.

“In secondo luogo non è stato chiarito se, durante le ore destinate all’utilizzo pubblico, la totalità delle corsie siano, o meno, a totale disposizione per la libera balneazione, oppure se esse siano contemporaneamente parzialmente occupate per svolgere corsi a pagamento. Anche se si verificasse tale circostanza, verrebbe ad essere confermata l’ipotesi che l’utilizzo pubblico dell’immobile sia subordinato all’impiego privatistico” aggiunge ancora l’esponente del Carroccio.

“In terzo luogo l’Assessore non ha risposto, o fornito dati, in merito alla redditività ipotizzata nell’interpellanza, per la vecchia piscina di Piazzale Eroi dei due Mondi, la quale renderebbe al Comune di Savona pochi euro giornalieri. Analogamente non sono state fornite risposte in merito alla circostanza per cui il ritorno economico per il Comune di Savona, generato annualmente da entrambe le piscine, sia pari a 20.000 euro, a fronte di una spesa gestionale annua, sempre a carico dell’amministrazione pubblica, pari a 480.000 euro”.

“Ed ancora: circa la conoscenza dell’ammontare globale degli incassi annuali generati dalla globalità delle attività economiche svolte all’interno delle due piscina, l’Assessore ha fornito la cifra di 547.000 euro (per il 2014) relativa ad altre attività. Detto valore dovrebbe essere quello comprovato dall’emissione di ricevute non fiscali, come, peraltro, la normativa vigente consentirebbe, ma in merito al quale si suggerisce all’amministrazione comunale di individuare una modalità di verifica più puntuale e precisa, anche allo scopo di conoscere precisamente l’importo globale”.

“Tenuto conto del dato di cui sopra, fornito dall’assessore Martino e fino ad oggi mai reso pubblico, sorge spontanea la domanda sul perché il Comune di Savona debba erogare ogni anno, al gestore delle piscine, la somma di 480.000 euro (giustificata dall’art. 30, comma 2 del D.lgs 163/2006), nonostante un introito così’ elevato generato dalle altre attività svolte (oltre alla libera balneazione ed alle manifestazioni) e a fronte di un ritorno economico per le casse comunali di circa 20.000 euro complessivi”.

Infine, non si comprende il motivo per cui, come dichiarato dall’assessore Martino, sia stato eseguito un investimento di oltre 115.000 euro per sostituire la caldaia a gasolio della vecchia piscina con una a gas, visto che, terminata la costruzione del secondo, previsto, lotto, la vecchia piscina dovrebbe essere successivamente demolita, con conseguente trasferimento di tutte le attività in essa svolte nel previsto, nuovo, impianto. Non si ritiene logico ed economico procedere con una tale spesa, in previsione di una demolizione da attuarsi a breve distanza di tempo”.

In conclusione: “Ci rivolgiamo direttamente ai cittadini savonesi, chiedendo loro se tutto ciò abbia, o meno, una logica economica. L’attenzione con la quale verrà ulteriormente approfondita la tematica della gestione delle piscine comunali da parte dell’amministrazione comunale è solamente all’inizio!” conclude Arecco.

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