10 a 13

Piano Casa, arriva la “bocciatura” dei Comuni. Il Pd: “Toti vuol riportare indietro la Liguria”

Piano casa

Liguria. E’ arrivato il parere del Cal, comitato per le autonomie locali, che ha bocciato il Piano Casa della Regione Liguria: è finita 10 a 13, con i voti contrari dei territori di Genova, Savona, Imperia e della Spezia. Il verdetto non è vincolante per l’ente di via Fieschi, ma comunque è una bocciatura da parte dei territori, che non fa certo bene a uno strumento normativo che proprio quei territori dovrebbe regolamentare.

E quello del Cal non è di certo l’unico parere sfavorevole. Per primi si sono infatti sollevati gli ambientalisti, ma subito dopo si sono uniti a loro anche gli edili della Cgil. “Il piano casa è inutile e dannoso come lo era quello approvato nel 2009 dall’amministrazione Burlando e forse anche peggio”, aveva detto la Fille Cgil. Il problema per tutti, quindi, è il rischio di una nuova cementificazione “selvaggia”.

“Le autonomie locali, nel loro Consiglio più ampio, affossano la legge cementificatrice della maggioranza di destra – annuncia soddisfatto il gruppo del Pd in Regione – da oggi, il percorso del Piano Casa in Commissione e in Consiglio regionale sarà decisamente più complicato. Il voto del Cal è un segnale di rifiuto molto forte, da parte del territorio, contro un’impostazione del Piano Casa tesa alla cementificazione selvaggia. La cultura di governo dei territori liguri è cambiata e ha definitivamente sposato un nuovo modello di sviluppo”.

“Il governatore Toti – spiega la capogruppo del Pd Raffaella Paita – vuole portare questo territorio indietro: all’epoca della rapallizzazione. Ed è per questo che i Comuni e gli enti locali si sono ribellati. La giunta era certa che il parere del Cal sarebbe stato positivo e invece oggi ha avuto un’amara sorpresa”. Certo, conclude Paita, “Toti e Scajola possono ignorare questo parere e andare avanti per la loro strada, ma rimane il dato politico che per una legge così importante e avversata, un voto negativo degli enti locali è un segnale di dissenso molto forte”.

Il consigliere del Partito democratico Giovanni Lunardon sottolinea come “il voto contrario del Cal metta in rilievo gli evidenti limiti del nuovo Piano Casa proposto dall’assessore Scajola. Innanzitutto – continua Lunardon – il fatto che esautori completamente i Comuni nella gestione degli effetti che avrà il Piano Casa stesso sul territorio: un elemento, questo, che è stato accentuato dalla scelta di rendere perenne gli effetti derogatori della legge sugli strumenti urbanistici comunali”.

Un’altra criticità, secondo il consigliere del Pd riguarda “l’intervento degli aumenti volumetrici automatici del Piano Casa anche nei territori dei parchi nazionali prima esplicitamente esclusi dalla legge, per non parlare – conclude Lunardon – del rischio di consumo di suolo vergine connesso alla possibilità di traslare volumi in aree provviste di servizi di urbanizzazione primaria, anche in variante alla destinazione d’uso. Su questi e su molti apsetti del Piano Casa daremo battaglia in Consiglio regionale con i nostri emendamenti”.

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