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Manifestazione contro il terrorismo, arriva l’ok da Comuni e consiglieri regionali

La manifestazione dopo i tragici fatti di Parigi promossa dalla Fondazione Tribale Globale di Giuliano Arnaldi

Albenga. Arrivano le prime adesioni alla manifestazione dei “Musulmani liguri” contro il terrorismo promossa da Giuliano Arnaldi, presidente della Fondazione Tribale Globale che da anni si occupa di eventi legali alle culture extraeuropee e ai processi di integrazione.

“Sicuramente – spiega il promotore dell’iniziativa –  ci saranno i Comuni di Savona, Finale Ligure, Villanova D’Albenga, quindi Arnasco e i consiglieri regionali Luigi De Vincenzi e Angelo Vaccarezza”.

Giuliano Arnaldi, nei giorni scorsi, aveva lanciato la proposta della manifestazione pubblica dopo i tragici fatti della settimana scorsa a Parigi, contattando già i principali esponenti delle comunità islamiche savonesi e liguri e c’è l’accordo del presidente delle Comunità Musulmane della Ligura, Zaahor Ahmad Zargar.

“Quello che vogliamo fare è un grande raduno, senza precedenti, il segnale che tutti aspettano dal popolo arabo, con il coinvolgimento delle varie associazioni mussulmane. A loro chiediamo di fare come fece il Pci ai tempi della Brigate Rosse…”.

“Nell’Albenganese la comunità islamica è presente e radicata, molti sono lavoratori e gestori di attività e per questo devono fare la loro parte per la legalità e la sicurezza. Forse per loro più di altri il terrorismo è il nemico peggiore e per questo motivo sono convinto che risponderanno all’appello” aggiunge Arnaldi.

L’appello e la chiamata a raccolta del popolo arabo hanno già raccolto i primi consensi, anche se restano le incognite ancora da risolvere su logistica e sicurezza di una manifestazione pubblica di livello regionale.

Ecco l’invito rivolto ai musulmani:

“Dopo i fatti di Parigi abbiamo tutti bisogno di un cambio di passo, abbiamo tutti bisogno che la grande moltitudine dei Musulmani moderati, buoni e onesti prenda le distanze da chi si dice loro fratello e ammazza in nome di un Padre che dichiara comune. Non sono fratelli che sbagliano, non hanno un padre , non sono umani. Sono carnefici, e le loro vittime sono coloro che uccidono ma anche chi rischia di essere ulteriormente emarginato e perseguitato in conseguenza dei loro gesti folli, a cominciare dai profughi”.

“Anche per questo chiedo a ciascun vero Musulmano un gesto pubblico, forte, senza se e senza ma. Non bastano più solo preghiere e comunicati. Alzate la voce in nome dell’Umanità. Molti di Voi hanno scelto questa terra per vivere, e la arricchiscono con idee e gesti concreti. È la terra di Felice Cascione e di Guido Rossa: è il posto giusto per ripartire nel nome di quella Misericordia che ci rende fratelli, se Dio vorrà e se noi ne saremo capaci”.

“Voglio dire un’ultima cosa. Il signor Hamza Roberto Piccardo, esponente del U.C.I.I. ha recentemente parlato di ciò che il Pci fece nei tempi tragici delle Brigate Rosse. Io c’ero , e come i miei Compagni parlai forte e chiaro: qualcuno di noi prese solo insulti e sputi, qualcuno, come Guido Rossa , sacrificò la sua vita. Ma facemmo terra bruciata attorno ai cosiddetti “compagni che sbagliano”. Li isolammo nelle fabbriche, nelle Università, nei quartieri e riempimmo le piazze con le nostre bandiere. E fu la fine del terrorismo, la fine delle BR. Credo che quel comportamento possa essere oggi utile ed attualissimo esempio”

 

Intanto dal gruppo “Politica per Passione” è arrivato un commento sull’iniziativa: “Premesso che questa iniziativa non ci fa ‘né caldo né freddo’ ma nello stesso tempo rispettiamo chi vuole manifestare in maniera pacifica il proprio pensiero ed il proprio ‘credo’. Questa proposta che non arriva direttamente dalle comunità Musulmane ma da colui che presumibilmente voleva mettere in cattiva luce ed “infangare” il parroco di Onzo Angelo Chizzolini e di conseguenza la Chiesa cattolica in generale e questo ci fa sorgere dei dubbi sulla “sincerità” di questa iniziativa”.

“Speriamo che durante questa manifestazione domenica non vi siano problemi di ordine pubblico da parte di attivisti di destra e centrodestra perché dobbiamo cercare di differenziarci da quella sinistra che cerca di soffocare gli ideali, anche religiosi, di coloro che la pensano diversamente da noi. Loro proclamano la democrazia senza, a volte, rispettare una delle regole basi: le idee altrui” concludono dal gruppo “Politica per Passione”.

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