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I genitori pusher confessano in lacrime: “Compravamo la droga dagli albanesi” fotogallery

I coniugi sorpresi a comprare cocaina davanti al figlio minorenne sono stati ascoltati dal gip, scena muta dei fratelli albanesi

Savona. Hanno confessato e, tra le lacrime, hanno ammesso davanti al giudice di aver comprato la droga dai fratelli albanesi Migert e Kridis Domi, ma anche di averla poi rivenduta ad altre persone. I due coniugi savonesi, entrambi quarantenni, finiti in manette nei giorni scorsi nell’ambito di un’operazione antidroga dei carabinieri del Nucleo Operativo di Albenga, questa mattina si sono presentati davanti al gip Fiorenza Giorgi per la convalida del fermo.

Operazione antidroga dei carabinieri: arrestati "genitori pusher"

Marito e moglie (i cui nomi non sono stati rivelati per tutelare il figlio, ancora minorenne) hanno scelto di rispondere alle domande del giudice. I due, che sono assistiti dagli avvocati Paolo Foti e Alfonso Ferrara, hanno ammesso il loro coinvolgimento nel traffico illecito di cocaina spiegando di averlo fatto perché “disperati” e senza soldi. Un’attività nella quale, come hanno accertato i militari (c’è un video che lo certifica), avevano indirettamente coinvolto anche il loro figlio. Mamma e papà, qualche sera fa, prima di essere arrestati, si sono infatti presentati all’incontro per ritirare la droga dai fratelli Domi con il bimbo ed il loro cagnolino.

Una circostanza che ha convinto i carabinieri ad intervenire subito per fermare i quattro spacciatori. Se i coniugi hanno scelto di rispondere al giudice, i due albanesi (difesi dall’avvocato Carlo Risso) hanno invece preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Terminati gli interrogatori il gip Giorgi ha convalidato gli arresti e confermato la misura cautelare in carcere per tutti e quattro (per la donna era stata avanzata un’istanza di domiciliari respinta dal giudice).

Operazione antidroga dei carabinieri: arrestati

Gli arrestati dovranno rispondere dell’accusa di detenzione e spaccio di cocaina: i carabinieri nel corso dell’operazione (battezzata “Michelangelo” come il nome della via di Borghetto dove abitavano gli albanesi) hanno sequestrato due chili di polvere bianca purissima che una volta tagliata e spacciata avrebbe reso mezzo milione di euro.

L’indagine dei carabinieri era iniziata nel settembre scorso e settimana dopo settimana aveva portato gli investigatori a concentrare l’attenzione sui due albanesi che, è opinione degli investigatori, avrebbero gestito per conto di grossisti del Nord Italia il mercato della droga in provincia di Savona.

Operazione antidroga dei carabinieri: arrestati

La coppia di italiani, i genitori del bambino, avrebbe invece provveduto allo spaccio al “dettaglio” rivendendo lo stupefacente una volta confezionato in dosi. Nel corso dell’operazione i militari hanno anche scoperto due nascondigli della droga (dove complessivamente sono stati sequestrati un chilo e settecento grammi di cocaina) utilizzati da Migert e Kridis Domo. Uno nel bosco, nella zona di via Michelangelo, dove i due pusher nascondevano lo stupefacente puro confezionato in sacchetti di plastica (di varie dimensioni) che, mettevano in barattoli di vetro e quindi sotterravano.

L’altro in una casa in via di costruzione (nell’intercapedine di un muro) nei pressi di Pineland, la zona residenziale di Borghetto, dove i militari hanno trovato un panetto confezionato in una carta con un emblema che riconduce ai trafficanti colombiani.

I carabinieri ritengono che a Borghetto arrivassero ogni settimana due chili di cocaina per un giro di affari stimato in 160 mila euro settimanali. “Solo la coppia italiana poteva arrivare a guadagnare seimila euro al mese” hanno spiegato gli investigatori.

Commenti

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  1. Scritto da hadrianus

    Due individui così fanno solamente schifo ! altro che lacrime !

    1. Scritto da Sergio Sanguineti

      In termii forensi, quell’azione viene definita “captatio benevolentiae” e, visto che è anche in lacrimucce la “madre”, sicuramente otterranno un occhio di riguardo da loro Eccellenze… Visto l’alto reddito, comunque, garantivano sicurezza economica al minore: quindi niente “esproprio” perché otterranno i domiciliari… Sarebbe interessante il caso, invece, per l’Agenzia delle Entrate, per redditi occultati e non dichiarati… Ma si sono mai chiesti, nel frattempo, quanti imbecilli hanno rovinato e quanta disperazione hanno procurato ai loro genitori che, con i pargoli, avrebbero dovuto usare il manganello già alla prima dose, magari acquistata con l’insulso uso della “paghetta”???